I dirigenti ospedalieri dovrebbero "costruire una cultura del benessere e attuare strategie per sostenere e migliorare la salute fisica e mentale del personale sanitario”.

Sono queste le conclusioni alle quali è giunto uno studio pubblicato sul Journal of Occupational and Environmental Medicine, che ha indagato la correlazione tra malessere fisico e mentale degli infermieri e probabilità di commettere Errori.

Per la National Academy of Medicine, burnout, esaurimento emotivo e depressione, dati da uno scarso equilibrio tra lavoro e vita privata incidono su una percentuale schiacciante di medici, infermieri e altri operatori sanitari, con un rischio più elevato di suicidio rispetto alla popolazione generale.

Sebbene gli operatori sanitari siano noti per avere grande cura degli altri, spesso non si prendono cura adeguata di sè stessi.

Cos’è il Burnout

Il burnout (dall’inglese to burn -esaurirsi, participio burnout- bruciato) è definito ( La Barbera 2006) come “una particolare tipologia di stress cronico, legata principalmente alle Helping Profession (professioni di aiuto), che comporta uno stato di sofferenza psicofisica del soggetto, unitamente a sentimenti di inadeguatezza professionale, mancata gratificazione professionale, demotivazione ,disinvestimento, risentimento e cinismo rispetto al lavoro e all’utenza”.

Esistono tre tipologie di burnout:

  • Burnout classico (o frenetico): il soggetto di fronte allo stress, aumenta il ritmo della sua attività lavorativa sino all’esaurimento psico-fisico.
  • Burnout da sottostimolazione (underchallangend): il soggetto è demotivato, insoddisfatto a causa della monotonia e ripetitività del lavoro.
  • Burnout da scarsa stimolazione (wornout): il soggetto ritiene il proprio lavoro troppo stressante rispetto al riconoscimento che lo stesso comporta, tenta di porvi rimedio riducendo il proprio ritmo lavorativo e aumentando le distanze emotive rispetto all’utenza (depersonalizzazione).

 

A questo proposito va sottolineato che lo stress deriva anche dal fatto di esercitare una professione ad alta richiesta, ma su cui spesso si ha scarso controllo (pensiamo a tutte le decisioni organizzative che calano dall’alto e che impattano sulla pratica clinica).

 

La condizione di Burnout influisce sulla qualità dell'assistenza fornita e contribuisce alla scarsa sicurezza del paziente favorendo la possibilità di commettere errori che sono ora la terza principale causa di morte in America e che colpisce circa il 50% dei pazienti ospedalizzati.

 

Il Study Links Nurses’ Physical and Mental Health to Medical Errors and Perceived Worksite Wellness è stato condotto su 1.790 infermieri, ai quali è stato somministrato un questionario.

Di questi, più della metà (54%) degli infermieri ha dichiarato di avere uno stato fisico e mentale non soddisfacente; circa un terzo ha affermato di percepire un certo grado di depressione, ansia o stress, solo meno della metà ha dichiarato di avere una "buona qualità della vita professionale".

Secondo il sondaggio, metà degli infermieri ha risposto di aver commesso almeno un errore medico negli ultimi cinque anni. Gli studiosi hanno trovato un legame significativo tra scarsa salute mentale, soprattutto depressione ed errori.

Dai dati rilevati gli infermieri con depressione e sindrome di burnout presentavano una probabilità maggiore del 26-71% di commettere errori rispetto ad altri operatori che non presentavano malesseri psico-fisici.

 

Da: A National Study Links Nurses’ Physical and Mental Health to Medical Errors and Perceived Worksite Wellness

 

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