Da una decina di anni l’uso dello smartphone è penetrato in modo prorompente nelle nostre vite, cambiandone in maniera repentina le abitudini e le nostre relazioni umane, che se da un lato sono maggiormente interconnesse, dall’altra sono disturbate da continue distrazioni provenienti dall’uso eccessivo dello smartphone.

Un uso eccessivo che ha coinvolto inevitabilmente la vita lavorativa; l’ambiente ospedaliero non è stato esente da questa “rivoluzione “tecnologica, che porta in sé pro e contro.

Uno degli aspetti negativi su tutto è la “Distrazione”, fonte di errori in sanità; diversi studi hanno dimostrato che Mail e telefono interrompono mediamente ogni 3 minuti le nostre attività, con il risultato che basta una notifica sul cellulare per distrarci da un compito, una minima vibrazione sul tavolo, il display che si illumina e la comparsa di una notifica: un messaggio arrivato su Whatsapp, Messenger, un aggiornamento di Twitter, una mail o un like su Facebook e via dicendo.

Quasi mai si tratta di qualcosa di importante o urgente, ma comunque si interrompe quel che si stava facendo.

L’effetto che una qualsiasi notifica ha sul cervello, è un’interruzione del livello di attenzione che blocca il nostro lavoro e che finisce per comprometterne la performance.

Una volta distratti dal suono o dal display che annuncia la nuova notifica, servono anche 20 minuti per tornare al punto di partenza.

Una ricerca condotta dai membri della Southern Maine University ha dimostrato che anche quando non lo usiamo, il nostro cellulare ci distrae, impedendoci di concentrarci sul compito che dobbiamo svolgere.

I ricercatori di psicologia della Florida State University hanno analizzato il rapporto tra l’arrivo di un segnale sul cellulare e il rendimento professionale.

Quest’ultima ha mostrato che i risultati sulla performance nel compito assegnato cambiavano molto tra il periodo in cui non si verificavano interruzioni e quello in cui invece notifiche e chiamate interrompevano il lavoro.

La revisione narrativa L’uso degli smartphone nel personale infermieristico: una revisione narrativa della letteratura Smartphone use in nursing population: a narrative review,  pubblicata sulla rivista Professioni Infermieristiche, ha analizzato gli effetti della distrazione dovuta all'uso dello smartphone in corsia e l'attendibilità e l'accuratezza di alcune App di comune uso tra gli infermieri.

Lo studio

Alcuni studi hanno mostrato che l’utilizzo di internet durante l’orario lavorativo sta diventando molto frequente e che la maggior parte dei lavoratori, senza differenza di età o status professionale, usa il proprio dispositivo per attività non correlate al lavoro (Black, Light, Paradise Black, & Thompson, 2013; Ventola, 2014). L’utilizzo improprio di tali dispositivi provoca distrazione durante le attività assistenziali (McBride, 2015a) con possibili conseguenze gravi al paziente stesso (Broussard & Broussard, 2013; Jothiraj, Howland-Harris, Evley, & Moppett, 2013).

Westbrok et al (2010), in uno studio condotto in Australia, hanno mostrato che ogni interruzione durante l’assistenza può provocare un aumento del 12% di errori sanitari (Westbrook, Woods, Rob, Dunsmuir, & Day, 2010). La gravità dell’errore aumenta a seconda della frequenza dell’interruzioni, infatti, come descritto dagli autori, il rischio stimato di avere un errore è pari al 2.3%, in quelle attività senza interruzioni, mentre il rischio si duplica con 4 interruzioni.

In uno studio condotto su 825 infermieri, lo smartphone veniva utilizzato per attività non correlate al lavoro per chiamare i propri familiari e/o amici, inviare messaggi o e-mail, leggere news, per accedere a social network e per fare shopping online.

Ma se da un lato lo smartphone è chiaramente fonte di distrazione, dall’altro un uso corretto può cambiare il modo di concepire ed erogare assistenza (Boruff & Storie, 2014).

Grazie agli smartphone è stato possibile implementare nuovi modelli assistenziali e migliorare la relazione tra paziente-infermieri o tra anziani e professionisti sanitari attraverso la creazione di applicazioni (app) ovvero software installabili su smartphone o tablet. Attualmente ci sono più di 10.000 apps, molte delle quali sono state disegnate per i professionisti sanitari: applicazioni per strumenti di riferimento medico, linee guide per rianimazione cardiopolmonare, linee guide o strumenti per il dosaggio dei farmaci, app per leggere immagini radiologiche o per permettere la comunicazione tra colleghi o con il paziente.

 

Le App utili all’infermiere e la loro attendibilità

 

App per la rilevazione della Frequenza cardiaca

Una App per la rilevazione della frequenza cardiaca è stata testata su 40 bambini per rilevarne le pulsazioni attraverso il dito della mano, piede o lobo dell’orecchio.( Ho at al 2014).

Confrontandoli con i valori della frequenza cardiaca (FC) rilevata attraverso il monitor dell’ECG: i valori ottenuti attraverso l’utilizzo di app non erano così accurate quanto quelli ottenuti attraverso l’apparecchio dell’ECG. Per cui gli autori non consigliano l’utilizzo di app nella clinica sanitaria, perché i risultati della loro precisione non sono apparsi soddisfacenti.

 

App per il calcolo del dosaggio dei farmaci

Flannigan et al (2011) hanno mostrato che calcolare il dosaggio con apposite app per smartphone aumenta l’accuratezza e la sicurezza degli infermieri durante la somministrazione dei farmaci. E’ anche vero che le app vanno testate e verificata l’accuratezza, prima di affidarvi calcoli così importanti.

 

App per i pazienti affetti da Alzheimer

L’applicazione, utilizzabile su dispositivi Android con funzionalità GPS, dà la possibilità ai caregiver o al personale infermieristico di controllare i pazienti affetti da Alzheimer nel momento in cui dovessero allontanarsi. Infatti attraverso il sistema GPS è possibile osservare su un computer la posizione esatta del paziente. Tale app si è mostrata valida per controllare i pazienti con Alzheimer a distanza.

 

App per pazienti con diabete

E’ stata verificata l’utilità di un’app che raccoglie informazioni che riguardano l’alimentazione del paziente, come il glucosio negli alimenti, carboidrati e attività fisica prima di fare raccomandazioni sul dosaggio di insulina.

I ricercatori francesi, in uno studio multicentrico su 180 pazienti adulti con diabete di tipo 1 e emoglobina glicosilata superiore all’8%, hanno osservato che i pazienti che usavano questa app avevano livelli più bassi di emoglobina glicosilata rispetto a chi non l’utilizzava.

Baron et al. (2016) nel loro studio, condotto su 81 pazienti diabetici, hanno osservato che i pazienti ai quali era stato fornito un’app per la gestione del diabete presentavano una migliore “selfefficacy” rispetto a coloro che avevano ricevuto una cura standard. L’utilizzo dell’app è stata associata ad una maggiore consapevolezza della malattia, maggiore motivazione ed un maggior senso di sicurezza. Per tale motivo, gli autori ritengono che app per la gestione del diabete possano influenzare positivamente la cura del sé.

 

App per pazienti con ictus cerebrale

Nei pazienti con ictus, invece, è stata utilizzata un’app per monitorare la pressione sanguigna (PA) e l’aderenza ai farmaci prescritti. Uno studio (Jenkins et al., 2016), condotto su 60 pazienti post-ictus, ha mostrato che i pazienti si sentivano rassicurati dal fatto che avevano sempre un medico o infermiere in linea grazie ad un sistema di comunicazione diretta e circa il 78.3% riteneva che questo sistema aiutava loro nel ricordare di seguire le indicazioni prescritte dal medico.

 

App per pazienti psichiatrici

Nello studio condotto da Beiwinkel et al (2016) furono reclutati 14 pazienti affetti da disturbo bipolare presso il Dipartimento di Psichiatria Clinica in Lower Saxony, Germania. A tutti i pazienti venne affidato uno smartphone con un’app istallata, attraverso la quale il personale infermieristico poteva inviare questionari per la raccolta dati e monitoraggio dello stato psicologico.  Si è rivelata utile per l'osservazione dell'andamento dell'umore dei pazienti.

 

App per situazioni di emergenza pediatrica

Esistono valide app che contengono tutte le linee guida esistenti per far fronte a situazioni di emergenza pediatrica, in modo che il personale medico ed infermieristico abbia 

la possibilità di avere sempre con sé protocolli e procedure diminuendo in tal modo gli errori di calcolo e migliorando la velocità somministrazione.

 

Da: L’uso degli smartphone nel personale infermieristico: una revisione narrativa della letteratura Smartphone use in nursing population: a narrative review

Gianluca Pucciarelli1 Silvio Simeone2 Giuseppe Madonna3 Michele Virgolesi