Soddisfazione lavorativa e rischio burnout dipendono dalla salute organizzativa, da questa infatti dipendono indice di turnover, qualità dell’assistenza percepita da parte dei pazienti, benessere dei professionisti e motivazione a lavoro.

Per “salute organizzativa” si intende “l’insieme dei nuclei culturali, dei processi e delle pratiche organizzative che animano la dinamica della convivenza nei contesti di lavoro promovendo, mantenendo e migliorando la qualità della vita e il grado di benessere fisico, psicologico e sociale delle comunità lavorative”; il concetto si espande ad aspetti quali la valorizzazione del personale, i rapporti interpersonali, l’efficacia/efficienza organizzativa, la sicurezza e prevenzione degli infortuni.

Lo studio

Partendo dal presupposto che lo specifico contesto lavorativo nonché le diverse funzioni svolte dal personale infermieristico nei diversi ambiti clinici di afferenza, possano essere considerati predittori positivi o negativi di salute organizzativa, gli autori della presente ricerca hanno valuto studiare il fenomeno in due gruppi di infermieri che prestano servizio in due micro sistemi, in due contesti lavorativi diversi per tipologia del lavoro svolto e per ambiente: le Camere Operatorie e le Unità Operative di Medicina.

Le due Unità operative sono molto diverse tra loro. Nelle sale operatorie il lavoro degli infermieri è molto tecnico e privato delle funzioni educative, relazionali ed assistenziali tipiche della professione infermieristica; nei contesti operativi di Medicina, al contrario, tali attività vengono enfatizzate.

 

Per il presente studio è stata chiesta la partecipazione a 670 infermieri di sei Policlinici Universitari italiani ed hanno costituito il campione oggetto di indagine 542 lavoratori. Lo strumento di rilevazione è stato il Questionario Infermieristico sulla Salute Organizzativa.

 

Risultati

Dai risultati della ricerca condotta, gli autori hanno dimostrato che gli infermieri di Camera Operatoria hanno, in generale, livelli significativamente più bassi di salute organizzativa rispetto ai colleghi che lavorano nelle Unità Operative di Medicina.

Tra gli infermieri di Camera Operatoria sono stati riportati valori più bassi in alcune dimensioni esplorate con il questionario: valorizzazione delle competenze e soddisfazione per il top-management.

Nelle Unità Operative di Medicina gli infermieri si sentono maggiormente valorizzati e nutrono una miglior percezione del ruolo svolto dalle figure manageriali. Ciò è dovuto, presumibilmente, al tipo di lavoro svolto dagli infermieri nei due diversi contesti operativi esaminati. È infatti proprio nelle Unità Operative di Medicina e nelle degenze in generale, che gli infermieri esprimono al meglio le loro competenze, la loro funzione educativa e relazionale nonché l’attitudine e le abilità nell’attuazione del problem solving.

Al contrario il lavoro di Camera Operatoria, richiedendo al personale un’elevata competenza tecnica, non permette agli infermieri di far emergere qualità relazionali, educative ed empatiche.

Un altro risultato interessante emerso dal presente studio, è stata la relazione tra i livelli di conflitto presenti e i disturbi psicofisici in generale. Anche per questi aspetti gli infermieri di Camera Operatoria hanno ottenuto punteggi più alti evidenziando la presenza dei suddetti fenomeni nel proprio contesto lavorativo. Presumibilmente, all’interno delle Camere Operatorie, predominando lo stereotipo di una struttura gerarchica a favore dei chirurghi, l’aspetto propositivo e risolutivo proprio del personale infermieristico, risulta molto limitato, generando conflitti interpersonali e disagi lavorativi. In questo ambito potrebbe essere fondamentale il ruolo assunto dall’organizzazione rispetto alla gestione dei conflitti interpersonali.

E’ stata infatti dimostrata la correlazione esistente tra la mancata gestione di tali fenomeni da parte dei dirigenti e l’insorgenza dell’esaurimento emotivo tra il personale infermieristico.

Gli infermieri che lavorano nelle Unità Operative di Medicina risentono meno dell’isolamento e,della routine lavorativa, ed hanno riportato livelli più bassi di fatica dovuta al carico di lavoro.

 

Da: Infermieri di camera operatoria e infermieri di medicina generale: la diversa percezione della propria salute organizzativa

A. SILI, E. VELLONE*, ROBERTA FIDA**, ROSARIA ALVARO***, F. AVALLONE****