Il Pronto Soccorso dell'Ospedale di Senigallia da giugno è in estrema difficoltà per l'overflow di accessi e i vertici aziendali mostrano indifferenza. Un fenomeno periodico dovuto alla stagionalità, facilmente programmabile, non ha avuto nessuna strategia d'implementazione delle risorse umane. Gli accessi sono triplicati, il numero degli operatori sanitari sempre lo stesso. L'indifferenza della Dirigenza ASUR e area vasta 2 ha spinto la Segreteria Nursind di Ancona ad allertare il Sindaco di Senigallia, l'Autorità Sanitaria Locale preposta a valutare e richiedere l'intervento della Prefettura e dichiarare lo stato di emergenza.

Il Sindacato delle Professioni Infermieristiche NurSind del territorio di Ancona, in questi giorni sta raccogliendo molteplici segnalazioni da parte dei colleghi, che in trincea con le poche risorse disponibili cercano di rispondere alle molteplici necessità dei cittadini.

Una situazione di maxi-emergenza si osserva al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Senigallia. La sala d’attesa dal mattino alla sera, ospita costantemente in media circa 25 persone da assistere e curare; perfino le barelle in dotazione sono insufficienti, di frequente sono chieste in prestito ad altri reparti. Il personale sanitario è molto carente, quest’anno si registrano ulteriori decurtazioni di personale. La Guardia Medica ora è un’unica unità, gli anni precedenti se ne contavano due e il personale sanitario in pronta disponibilità per le emergenze trasporti del 118, Medico e infermiere, di frequente è chiamato a lavorare in turno per sostenere i carichi di lavoro del Pronto Soccorso Senigalliese letteralmente preso d’assalto. Con questa mole di lavoro, il rischio di errori e conseguenze in danno dei cittadini è un’ipotesi più che aleatoria. Gli infermieri che operano in questi servizi con molta professionalità, passione e competenza, responsabilmente esternano preoccupazione, senza avere alcuna risposta concreta da chi ne avrebbe obbligo.

La Dirigenza dell’ASUR e dell’area vasta 2 risulta latitante. Mancano all’appello in area vasta 2 oltre 80 infermieri, il Sindacato NurSind ha chiesto di ristabilire il turn-over dei pensionamenti ma non sono ci sono state assunzioni neanche a tempo determinato, mai realizzate graduatorie di avvisi pubblici scaduti da oltre 1 anno, dal 2017 neanche completate le procedure di mobilità volontaria, eppure gli infermieri che aspettano di rientrare nelle Marche sono in migliaia.

Con la quota 100, i pensionamenti previsti entro la fine del 2019 ridurranno di oltre 100 unità il comparto sanitario, nessuna strategia si sta attuando per sopperire a questa emergenza. Ormai l’obiettivo è chiaro, depauperare il Servizio Sanitario pubblico per spingere i cittadini verso forme assicurative private.

Il Sindacato delle Professioni Infermieristiche NurSind in questa situazione di estrema decadenza e disinteresse, chiede sostegno alle amministrazioni locali, il Sindaco quale Autorità Sanitaria locale in queste criticità, ha il dovere civico e politico di predisporre ogni misura utile a garantire la sicurezza di cittadini e operatori. I lavoratori della sanità pubblica non possono essere lasciati soli.

 

Segreteria Territoriale NurSind Ancona