Il disturbo da lavoro a turni (DLT) è globalmente un problema rilevante sia per la salute degli operatori sanitari ospedalieri che per le organizzazioni sanitarie. Le conseguenze del DLT possono comportare sia un incremento dei costi delle prestazionisanitarie che un abbassamento della qualità delle cure. 

Da una decina di anni, la “sindrome del lavoratore turnista” è entrata nella classificazione delle patologie lavorative; colpisce il 10-15% dei lavoratori a turno e può causare, tra gli effetti negativi sull'organismo, irrequietezza e disturbi dell'umore, insonnia, ma anche disturbi dell'apparato digerente e della sfera sessuale.

Sotto accusa, in primis, il turno notturno (dalle 22 alle 7 del mattino successivo, che scatta due ore dopo le 22). Un turno che non tutti riescono a tollerare senza problemi, tanto che il 15-20% dei lavoratori turnisti è costretto ad abbandonare dopo qualche tempo il lavoro a turni, o meglio era costretto ad abbandonare i turni, perché oggi la crisi economica porta a non lasciare il lavoro, ma a nascondere le ripercussioni negative sulla salute.

Ecco che il disturbo da lavoro a turni conosciuto è la punta di un iceberg di un sommerso non quantificabile ma altrettanto se non di più pericoloso per il buon andamento delle organizzazioni sanitarie e per la salute dell’operatore stesso.

Secondo gli esperti, la rotazione meno tollerata dall'organismo è quella pomeriggio - mattina - notte.

 

E’ stata condotta una delle più recenti novità in tema di valutazione e gestione del rischio occupazionale di DLT tra gli operatori sanitari turnisti, negli ultimi 5 anni. 

Risultati: Sono state selezionate 25 pubblicazioni compatibili con i nostri criteri di ricerca. Gli argomenti più frequentemente discussi sono risultati: Valutazione del rischio (84%), Frequenza del DLT (64%), e Gestione del rischio (48%).

I fattori di rischio organizzativo correlati con il DLT, da analizzare prioritariamente nella valutazione del rischio da lavoro a turni sono risultati: elevato numero di turni notturni in un anno, turni notturni lunghi, impossibilità di brevi riposi nel turno notturno, rientri precoci dopo un turno notturno, luogo di lavoro non sicuro. 

Conclusioni: La revisione della letteratura evidenzia la necessità di interventi organizzativi mirati sia alla corretta programmazione dei turni lavorativi che al miglioramento della sicurezza degli ambienti di lavoro, al fine di mitigare il rischio di DLT e, conseguentemente, di migliorare le condizioni di sicurezza di lavoratori e pazienti.

 

Da :Assessing and managing the shift work disorder in healthcare workers Gabriele d’Ettorre1 , Vincenza Pellicani2 , Mariarita Greco3 , Mauro Mazzotta4 , Annamaria Vullo5 1 Local Health Authority, Brindisi, Health Unit

Il Sole24ore