Gli infermieri non ci stanno, l’ASUR Marche area vasta 4 non ascolta le proteste, neanche quelle dei cittadini, allora 40 infermieri del Pronto Soccorso dell’ospedale di Fermo, scrivono alla Procura della Repubblica.

A causa della carenza infermieristica i tempi di attesa dell’utenza dal 2015 al 2019 sono aumentati di circa 3 ore! Attualmente la permanenza media al PS è di circa 7 ore. L’organico è sottodimensionato, negli ultimi 4 anni addirittura diminuito, mentre gli accessi sono considerevolmente aumentati. I professionisti infermieri hanno ritmi e carichi di lavoro frenetici in tutti le turnazioni.

La situazione del Pronto Soccorso di Fermo è a un livello insostenibile. I colleghi infermieri del Pronto Soccorso rivendicano il diritto alla salute dei cittadini che si rivolgono a loro, per necessità di salute. Tra le criticità maggiori, quella dell’infermiere assegnato al triage, che prende in carico i pazienti all’ingresso al Pronto Soccorso. Il “triagista”, ad ogni turno si trova in una situazione molto complessa, è praticamente lasciato solo, ad arginare il malcontento e l’aggressività dell’utenza che affluisce numerosa. L’infermiere in questo ruolo ha molta responsabilità nell’assegnare i codici di priorità che identificano le situazioni cliniche più a rischio e al contempo deve assicurare la continua sorveglianza e monitoraggio dei pazienti in attesa. Nella lettera sono descritti puntualmente i rischi: “…Il percorso di rivalutazione, fondamentale, diventa impossibile a causa del sovraffollamento del Pronto soccorso di Fermo. E questo, comporta conseguenze serie sul piano della qualità delle cure e si riflette negativamente anche sula condizione dei lavoratori…Il sovraffollamento è da imputarsi agli eccessivi tempi di attesa e alla collegata impossibilitò della rivalutazione: questo aumenta il rischio clinico del paziente e quindi anche le conseguenze civili e penali del personale”.

In conclusione gli infermieri si rivolgono direttamente alla Dirigenza ASUR, che ha autorità e responsabilità nel ricercare le opportune soluzioni …Servono strumenti idonei e adeguati alla riduzione dei tempi di attesa (e permanenza, ndr) e serve anche una riorganizzazione territoriale che inserisca il pronto soccorso in un contesto ben più ampio. Solo così la professionalità di chi lavora al Triage potrà interagire in modo sinergico con i bisogni del paziente”.