Continua la battaglia del Sindacato dei militari contro i numerosi infermieri militari che pur non essendo iscritti all’ordine professionale hanno esercitato – e alcuni ancora esercitano – la professione sanitaria presso le strutture delle Forze armate, dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della Guardia di finanza.

Vicenda che si arricchisce di colpi di scena, infatti il Pubblico Ministero presso la Procura di Roma ha deciso di chiedere l’archiviazione del caso alla luce di una interpretazione della norma di deroga introdotta dalla legge finanziaria del 2019 che, secondo il PM, escluderebbe l’esercizio abusivo di professione di quegli infermieri non iscritti all’Ordine.

La legge deroga iscrizione ordine, cos’è

La deroga di Iscrizione all’Ordine è stata istituita con la Legge di Bilancio 2019.

La norma riguarda:

 figure dei tecnici: di laboratorio biomedico; audiometristi; audioprotesisti, ortopedici; della riabilitazione psichiatrica; della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro; neurofisiopatologi; fisiopatologi cardiocircolatori e di perfusione cardiovascolare;
- dietisti; igienisti dentali; fisioterapisti; logopedisti; podologi; ortottisti e assistenti di oftalmologia; educatori professionali;
- terapisti occupazionali e della neuro- psicomotricità dell’età evolutiva.

Questi  possono non essere iscritte al rispettivo albo per i seguenti motivi:
- mancata partecipazione alle procedure indette, a suo tempo, dalle regioni per sancire l’equivalenza ai titoli universitari sulla base dei criteri previsti dall’Accordo Stato-regioni del 10 febbraio 2011;
- aver continuato, in quanto dipendenti del SSR o di strutture private e private accreditate sanitarie e socio-sanitarie, ad esercitare l’attività sanitaria o socio-sanitaria riconducibile all’area delle professioni sanitarie pur senza il riconoscimento dell’equivalenza;
- aver conseguito, in determinate regioni, corsi regionali successivi al 17 marzo 1999 (data di entrata in vigore della sopra richiamata legge n. 42/1999) che hanno autorizzato all’esercizio professionale molti operatori – quali educatori professionali e massofisioterapisti, in particolare in Lombardia e Veneto -, ma che non possono essere riconosciuti equivalenti.

Sono autorizzati a continuare a svolgere le attività professionali previste dal profilo della professione sanitaria di riferimento, a condizione che si iscrivano, entro il 31 dicembre 2019, negli elenchi speciali ad esaurimento istituiti presso gli Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione.

 

Il parere FNOPI

La Federazione nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI) a seguito di richiesta del Sindacato dei Militari, ai fini della presentazione dell’opposizione alla richiesta del PM, ha chiarito come la norma non riguardi gli esercenti la professione infermieristica né l’obbligo di iscrizione all’ordine professionale introdotto dalla legge 3/2018 (c.d. Lorenzin) ma, più semplicemente introduce la deroga per i soli esercenti le professioni sanitarie tecniche che pur esercitando l’attività professionale come dipendenti pubblici o privati non possono essere iscritti ad alcun Albo professionale o non sono in possesso dei titoli equipollenti alla laurea e che, quindi, per non incorrere nel reato di esercizio abusivo della professione, dovranno iscriversi negli appositi elenchi speciali ad esaurimento a loro riservati entro il prossimo 31 dicembre.

 

Sulla base di quanto rilevato il Sindacato dei militari ha inoltrato motivata opposizione alla richiesta di archiviazione del caso e in una nota fanno sapere che:

“In attesa che il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Roma, valutata l’ammissibilità della nostra opposizione, fissi l’udienza per la decisione del caso, i vertici della sanità militare continueranno indisturbati ad impiegare gli infermieri non iscritti all’ordine professionale in aperta violazione delle disposizioni di legge e dell’articolo 348 cp”.

 

da il Sindacato dei Militari