L'uso regolare di disinfettanti chimici tra gli infermieri è un fattore di rischio per lo sviluppo di malattie polmonari ostruttive croniche ( BPCO ), secondo uno studio pubblicato su JAMA Network Open.

 

La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è la terza principale causa di mortalità in tutto il mondo e tra le malattie quella che contribuisce maggiormente a creare disabilità.

Anche se fumo di tabacco rimangono il principale fattore di rischio per lo sviluppo della BPCO nei paesi industrializzati, esposizioni professionali contribuiscono in modo sostanziale all’insorgenza della malattia.

 

La BPCO

La Broncopneumopatia cronica ostruttiva, anche nota con la sigla BPCO, che solo in Italia colpisce tre milioni di persone, è un insieme di malattie respiratorie che interessano polmoni e bronchi e provocano difficoltà a respirare. È una condizione cronica, di lunga durata quindi, i cui danni sono spesso irreversibili e possono essere solo controllati.

La broncopneumopatia cronica ostruttiva è un disturbo respiratorio complesso che colpisce i bronchi riducendo la funzionalità polmonare. Tra le malattie che compongono il quadro della BPCO c'è la bronchite cronica, vale a dire uno stato infiammatorio della mucosa bronchiale, che determina un'alterazione dell'albero bronchiale e, quindi, una difficoltà nello scambio gassoso tra l'aria inalata e l'ossigeno assorbito dai polmoni. È un disturbo che coinvolge organi e tessuti, a partire dal cuore. 

Lo stato infiammatorio protratto nel tempo è anche una delle cause dell'enfisema che consiste in un danneggiamento degli alveoli polmonari, le strutture dei polmoni in cui avviene effettivamente lo scambio tra aria e sangue.

 

I sintomi della BPCO sono:

  • difficoltà a respirare (dispnea)
  • tosse persistente
  • dolore durante la deglutizione
  • produzione eccessiva di muco, con catarro bianco o giallastro, con piccole perdite di sangue
  • respiro sibilante
  • fiato corto
  • febbre
  • brividi di freddo
  • dolori articolari
  • faringite
  • raucedine
  • oppressione al torace
  • debolezza
  • disturbi del sonno.

 

Lo studio

La ricerca, che ha seguito 73.262 infermieri americani per sei anni, ha mostrato che l'esposizione ai disinfettanti è prospetticamente associata ad un aumentato rischio di sviluppare BPCO.

Le sostanze chimiche a cui sono stati esposti gli infermieri che facevano parte dello studio sono state glutaraldeide (che viene principalmente utilizzata come disinfettante per apparecchiature mediche, dentistiche e di laboratorio), candeggina, acqua ossigenata, alcool e Ammonio quaternario, un disinfettante utilizzato nell'eliminazione di microrganismi come virus, batteri e Salmonella tiphymurium.

Questi prodotti sono stati associati ad un aumento del rischio dal 25 al 38% di sviluppare una malattia polmonare ostruttiva cronica (BPCO) indipendente da asma e fumo.
I risultati dello studio "forniscono ulteriori prove di un'associazione sfavorevole tra disinfettanti e salute respiratoria.

Numerose prove supportano un'associazione tra queste esposizioni e l'asma; questi ulteriori risultati di un'associazione con l'incidenza della BPCO rendono urgente sviluppare strategie di riduzione dell'esposizione che siano compatibili con il controllo delle infezioni in ambito sanitario.
Alternative potenzialmente più sicure includono tecnologie non chimiche emergenti per la disinfezione come vapore o luce ultravioletta.