"Il sovraffollamento è un grave problema che non si risolve nei soli mesi previsti nell’analisi del Decreto del Commissario ad Acta per il piano regionale per la gestione del sovraffollamento in pronto soccorso, ma bisogna affrontarlo tutto l’anno con una vera politica assunzionale e con soluzioni organizzativo-territoriali di cui al giorno d’oggi non vi è traccia".  Lo dichiara in una nota il NurSind, guidato a Roma dal segretario Stefano Barone.

Nella missiva il NurSind chiede a chiare lettere alla Regione di,  "attivare in tutte le Aziende/ASL interventi finalizzati ad un piano straordinario di assunzioni di personale infermieristico e contemporaneamente di attivare tutti i percorsi di stabilizzazione sia per il personale assunto a tempo determinato in occasione del Giubileo e sia per il precariato storico, vista la carenza cronica di personale dedicato all’assistenza e in prospettiva di una duratura soluzione al sovraffollamento del Pronto Soccorso."

"Parliamo di competenze preziose, - contiuna Barone - che non possono e non devono andare disperse anche perché se il nostro sistema sanitario è sopravvissuto con moltissima fatica al blocco del turn-over questo è anche grazie al loro impegno e alla loro competenza. Ma come in tutte le storie senza lieto fine invece di “vera stabilizzazione” ci giungono notizie di “nuova precarizzazione” con l’inserimento di lavoro interinale nelle strutture sanitarie bypassando cosi politiche assunzionali e di organizzazione del lavoro più efficaci che avrebbero avuto come risultato finale una ottimizzazione delle risorse umane eliminando una volta per tutte precariato e sfruttamento".

Dal NurSind sottolineano l'anomalia di ricorrere, anche se per un breve periodo, ad agenzie di lavoro interinali, "ci sono centinaia di infermieri in mobilità che attendono di essere chiamati in servizio per dare immediate ed adeguate risposte ai fabbisogni reali della Sanità nel Lazio. Inoltre a fronte del sovraffollamento previsto ci sembra utile ricordare alla politica la mancata implementazione se non la eliminazione (vedi Policlinico Umberto 1°) delle unità operative gestite dal personale infermieristico all’interno delle strutture sanitarie che potevano rappresentare una soluzione organizzativa territoriale intermedia per il contrasto del sovraffollamento dei pronto soccorso la cui disapplicazione non ha fatto altro che aggiungere confusione a delle politiche territoriali inefficienti, con assenza di collegamenti e senza una connessione tra presidi e servizi (case della salute e territorio) e non considerando il problema della “presa in carico” della domanda da parte del cittadino per organizzare cosi una risposta veramente concreta ai suoi bisogni".

"Il sovraffollamento è un grave problema che non si risolve nei soli mesi previsti nell’analisi del DCA - afferma il segretario Barone -  ma bisogna affrontarlo tutto l’anno con una vera politica assunzionale e con soluzioni organizzativo-territoriali di cui al giorno d’oggi non vi è traccia".

"Noi lavoriamo quotidianamente nella sanità - conclude -  e il caos che c’è oggi è un problema da affrontare seriamente, con competenza, conoscenza e capacità politico organizzative e non solo come sempre fatto ricorrendo in maniera schizofrenica a decisioni oggi poco attuabili scaricando inevitabilmente le responsabilità di una politica sanitaria inefficace sulle spalle incolpevoli dei lavoratori e degli utenti".