Sanità pugliese, Balducci: ''L’aumento Irpef cancellerà gli stipendi dei sanitari''
Il NurSind Puglia lancia l’allarme sul possibile incremento delle aliquote regionali: “I lavoratori pagheranno il prezzo del disavanzo sanitario”
di Giuseppe Provinzano
"C’è un paradosso che rischia di trasformarsi nell’ennesima beffa per chi lavora nella sanità pubblica. Dopo anni di sacrifici, carenze croniche di personale, turni massacranti e stipendi che continuano a perdere potere d’acquisto, gli operatori sanitari pugliesi potrebbero ritrovarsi presto a pagare anche il conto del disavanzo della sanità regionale. Un meccanismo che rischia di colpire soprattutto il ceto medio e i dipendenti pubblici, proprio mentre si attende il rinnovo contrattuale nazionale".
BARI, 12/05/2026. In Puglia cresce la preoccupazione per il possibile aumento delle aliquote IRPEF regionali destinato a coprire il disavanzo della sanità. Una misura che, se confermata, avrebbe ricadute pesantissime sulle famiglie e sui lavoratori, con effetti diretti anche sugli stipendi del personale sanitario.
A lanciare l’allarme è il NurSind Puglia attraverso il Segretario Regionale Francesco Balducci, che parla apertamente di un rischio concreto di impoverimento per migliaia di professionisti già messi a dura prova da anni di difficoltà economiche e organizzative.
“Non è accettabile che a pagare il prezzo del disavanzo sanitario siano ancora una volta i lavoratori e, in particolare, chi ogni giorno garantisce il funzionamento degli ospedali e dei servizi sanitari regionali”, evidenzia Balducci.
Secondo il NurSind, il possibile incremento dell’addizionale regionale IRPEF rischia infatti di trasformarsi in una vera e propria sterilizzazione degli aumenti economici previsti con il prossimo rinnovo del contratto del comparto sanità.
Un effetto che, nella pratica, potrebbe annullare buona parte dei benefici salariali attesi dagli operatori sanitari dopo anni di contratti insufficienti rispetto all’aumento del costo della vita.
“Gli infermieri, gli OSS e tutti i professionisti della sanità attendono da tempo un adeguamento economico dignitoso. Se gli aumenti contrattuali verranno riassorbiti dalla pressione fiscale regionale, ci troveremo davanti a un danno enorme per migliaia di famiglie”, sottolinea il Segretario Regionale NurSind Puglia Francesco Balducci.
Il sindacato evidenzia come il personale sanitario sia già oggi tra le categorie maggiormente esposte alla perdita di potere d’acquisto, aggravata dall’inflazione, dall’aumento dei costi energetici e dalla crescita generalizzata delle spese quotidiane.
In questo scenario, l’ipotesi di una maggiore pressione fiscale viene letta come un ulteriore colpo alla tenuta economica dei lavoratori.
“La sanità pubblica non può essere salvata impoverendo chi la tiene in piedi ogni giorno. Serve una programmazione seria, servono investimenti e soprattutto serve rispetto per i professionisti sanitari”, rimarca Balducci.
Per il NurSind Puglia il rischio è anche quello di alimentare ulteriormente la fuga dei professionisti dal servizio sanitario pubblico, in una fase storica in cui la carenza di personale sta già mettendo in crisi interi reparti e servizi territoriali.
Una situazione che potrebbe avere effetti ancora più gravi nei prossimi anni, proprio mentre il sistema sanitario continua a reggersi sul senso di responsabilità degli operatori.
Il sindacato chiede quindi alla politica regionale un’assunzione di responsabilità chiara, evitando che il peso del riequilibrio finanziario venga scaricato ancora una volta sui dipendenti.
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