Ancora violenza contro gli infermieri, il NurSind Ragusa: ''Servono misure immediate''
Dopo l’ennesimo episodio di violenza al Pronto Soccorso di Ragusa, il sindacato denuncia condizioni ormai fuori controllo e chiede un confronto urgente con l’ASP 7
di Giuseppe Provinzano
"La violenza contro gli operatori sanitari non è più un’emergenza episodica, ma una realtà quotidiana che rischia di diventare normalità. Ogni aggressione consumata dentro un Pronto Soccorso rappresenta una ferita non solo per il professionista coinvolto, ma per l’intero sistema sanitario pubblico, sempre più fragile, sovraccarico e incapace di garantire condizioni di sicurezza adeguate a chi opera in prima linea. Da Ragusa arriva l’ennesimo grido d’allarme del NurSind, che torna a denunciare un clima ormai diventato insostenibile nei reparti di emergenza".
Ragusa, 12/05/2026. Ancora violenza contro il personale sanitario nei Pronto Soccorso siciliani. Questa volta l’episodio si è verificato al Pronto Soccorso di Ragusa, dove un infermiere è rimasto ferito durante momenti di forte tensione e agitazione all’interno del reparto.
A denunciare con fermezza l’accaduto è il NurSind Ragusa, che torna ad accendere i riflettori sulle condizioni operative sempre più critiche vissute quotidianamente dagli infermieri e dagli operatori sanitari dell’emergenza-urgenza.
Secondo quanto riferito dal dirigente sindacale Fabio Castellino, la situazione avrebbe ormai superato ogni livello di tollerabilità.
“Il continuo susseguirsi di episodi di violenza nei confronti del personale sanitario rappresenta ormai una vera emergenza che non può più essere ignorata. Quanto accaduto nelle ultime ore dimostra ancora una volta quanto siano diventate insostenibili le condizioni di lavoro degli operatori.”
Il sindacato delle professioni infermieristiche ha espresso piena solidarietà al collega coinvolto, condannando senza mezzi termini ogni forma di aggressione fisica o verbale contro chi ogni giorno garantisce assistenza sanitaria ai cittadini, spesso in condizioni estremamente difficili.
Il NurSind punta il dito contro una situazione che, secondo il sindacato, viene denunciata da anni senza che siano mai arrivate risposte realmente efficaci. Carenza di personale, sovraffollamento dei Pronto Soccorso, lunghi tempi di attesa e insufficienza delle misure di sicurezza rappresenterebbero un mix esplosivo che continua ad alimentare tensioni e aggressioni.
“Gli infermieri vengono lasciati soli a gestire situazioni sempre più complesse e delicate, spesso senza strumenti adeguati e senza una reale protezione.”
Durissimo anche l’affondo nei confronti dell’ASP 7 di Ragusa, accusata dal sindacato di avere sottovalutato ripetutamente il problema nonostante le numerose segnalazioni avanzate nel tempo.
Per il NurSind non bastano più le dichiarazioni di solidarietà istituzionale rilasciate dopo ogni episodio di violenza. Servono invece interventi immediati, misure concrete e precise assunzioni di responsabilità per garantire sicurezza agli operatori.
A intervenire è anche il Segretario Territoriale del NurSind Ragusa Giuseppe Savasta, che annuncia la richiesta formale di un incontro urgente con la Direzione Strategica aziendale.
“Non è più accettabile che chi presta servizio in prima linea debba lavorare nella paura di subire aggressioni fisiche o verbali. Vogliamo risposte immediate ed è per questo che abbiamo richiesto alla Direzione Strategica dell’ASP di Ragusa un incontro urgente.”
Il sindacato ribadisce che la tutela degli operatori sanitari deve diventare una priorità concreta e non un tema affrontato soltanto dopo l’ennesima aggressione. Il rischio, sottolinea il NurSind, è che senza interventi immediati si continui a lavorare in un clima di costante insicurezza, con inevitabili ripercussioni sia sul personale sia sulla qualità dell’assistenza ai cittadini.
La presa di posizione è condivisa dalla Segreteria Territoriale NurSind Ragusa, dalla Segreteria Aziendale NurSind Ragusa e dalla RSU NurSind Ragusa, che chiedono un cambio di passo immediato nella gestione della sicurezza all’interno dei reparti di emergenza.
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