Oltre il gesto: il 12 maggio di NurSind Monza e Brianza tra vicinanza e battaglie
In un’epoca in cui la frenesia dei reparti spesso rischia di offuscare l’umanità del gesto di cura, il 12 maggio 2026 si è aperto con un profumo diverso tra le corsie degli ospedali e dei presidi territoriali del territorio brianzolo.
La Giornata Internazionale dell’Infermiere non è stata soltanto una ricorrenza segnata sul calendario o un’occasione per celebrare l’eredità di Florence Nightingale, ma si è trasformata in un momento di autentica vicinanza grazie all'iniziativa del NurSind Monza e Brianza.
La consegna delle scatole di biscotti in ogni reparto, servizio o distretto non è stata una semplice operazione di cortesia, bensì un messaggio politico e umano molto chiaro: l’attenzione al professionista inizia dal riconoscimento della sua dignità e del suo benessere, anche attraverso un piccolo gesto di dolcezza che interrompe per un attimo la tensione del turno.
Questo “dolce pensiero” rappresenta la punta dell’iceberg di un impegno che il sindacato porta avanti quotidianamente, lontano dai riflettori e nel cuore delle dinamiche contrattuali. Se da un lato il biscotto simboleggia la carezza che il sindacato rivolge ai colleghi in servizio, dall’altro lato resta ferma la mano che impugna le battaglie per il riconoscimento della specificità infermieristica.
La celebrazione del 12 maggio serve infatti a ricordare che la professione non può reggersi solo sul sacrificio o sulla “vocazione”, ma necessita di tutele concrete, stipendi adeguati ai parametri europei e condizioni di lavoro che garantiscano la sicurezza sia dell’operatore che del paziente.
NurSind Monza e Brianza ha voluto così ribadire che la difesa della categoria passa tanto attraverso la contrattazione serrata ai tavoli istituzionali quanto attraverso la presenza costante sul territorio, fatta di ascolto e di gesti che sappiano far sentire ogni infermiere meno solo.
L’importanza di questa iniziativa risiede proprio nel saper coniugare l’aspetto identitario con quello rivendicativo. Mentre i colleghi condividevano un momento di pausa tra una somministrazione e l’altra, il messaggio sotteso era quello di una categoria che sa essere coesa e che trova nel sindacato un punto di riferimento non solo legale o amministrativo, ma profondamente solidale.
Le azioni di NurSind a tutela della professione, dalle denunce contro il demansionamento alle richieste di potenziamento degli organici, trovano linfa vitale in questa capacità di restare “prossimi” a chi lavora.
In definitiva, il 12 maggio brianzolo del 2026 ci insegna che per difendere una professione bisogna prima di tutto amarla e rispettarla, onorando chi ogni giorno, con competenza e dedizione, garantisce la tenuta del Sistema Sanitario Nazionale nonostante le sfide e le criticità di un sistema che chiede sempre molto e troppo spesso restituisce poco.
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