Rosario Caruso tra gli studiosi più influenti al mondo nell'ambito delle Scienze Infermieristiche
Rosario Caruso, infermiere, presidente dell'Associazione Italiana Infermieri di Area Oncologica (AIIAO) e professore associato dell'Università degli Studi di Milano, è stato inserito nella classifica "Top 2% Scientists 2025", elaborata da Stanford University in collaborazione con Elsevier, la classifica internazionale che individua gli studiosi più influenti e citati a livello mondiale. Nello specifico, Caruso si colloca nell'1,6% degli studiosi più influenti al mondo nell'ambito delle Scienze Infermieristiche.
L'ingresso nella classifica internazionale rappresenta un segnale della crescita della ricerca infermieristica italiana e del suo ruolo sempre più centrale nell'innovazione dei sistemi sanitari. La ricerca infermieristica italiana infatti non compete ancora, per volumi assoluti e finanziamenti dedicati, con sistemi storicamente più strutturati come Stati Uniti, Regno Unito o Cina, ma negli ultimi anni ha consolidato una posizione di rilievo per qualità, rigore metodologico ed efficienza scientifica.
Paola Ripa, direttore del Corso di Laurea in Infermieristica dell'Università degli Studi di Milano presso l'Ospedale San Giuseppe Gruppo MultiMedica, ha dichiarato di essere "particolarmente orgogliosa di questo importante risultato ottenuto dal professor Caruso, che con il suo impegno scientifico contribuisce a rafforzare il prestigio della ricerca infermieristica italiana", definendolo un traguardo capace di rappresentare uno stimolo per le nuove generazioni.
Anche il mondo accademico ha accolto positivamente la notizia. La professoressa Maura Lusignani, ordinaria del settore scientifico disciplinare di riferimento, ha affermato che l'ingresso di Caruso tra i Top 2% Scientists rappresenta un motivo di grande soddisfazione per l'intera comunità accademica delle Scienze Infermieristiche.
Lo stesso Caruso ha commentato il riconoscimento sottolineando la natura collettiva del lavoro alla base del risultato. Il ricercatore ha spiegato che si tratta prima di tutto del frutto di un lavoro corale, costruito nel tempo con colleghi, professionisti, ricercatori, studenti e istituzioni che hanno creduto nella possibilità di produrre ricerca rigorosa a partire dai problemi concreti dell'assistenza. Caruso ha inoltre osservato come oggi la ricerca infermieristica e delle professioni sanitarie non sia più un ambito marginale della produzione scientifica biomedica, ma stia contribuendo in misura crescente alla letteratura internazionale su temi quali qualità delle cure, sicurezza, continuità assistenziale, cronicità ed esperienza dei pazienti.
La classifica di Stanford ed Elsevier si basa su indicatori bibliometrici che misurano l'impatto delle pubblicazioni scientifiche, in particolare il numero e la rilevanza delle citazioni ricevute nella letteratura internazionale. Per la ricerca infermieristica italiana, risultati come quello di Caruso vengono letti come un segnale della progressiva maturazione disciplinare, sia sul piano scientifico sia su quello dell'impatto potenziale sulla pratica clinica e sull'organizzazione dei servizi sanitari.
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