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San Bartolomeo, oltre 30 gradi nei reparti. NurSind: ''Senza interventi sarà stato di agitazione''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 21/07/2026

LiguriaNurSind dal territorio

Alla Spezia il sindacato delle professioni infermieristichedenuncia il protrarsi dell'emergenza caldo e della carenza di personale: ultimatum di sette giorni all'Azienda prima della mobilitazione.


di Giuseppe Provinzano

"L'emergenza caldo negli ospedali italiani continua a mettere in evidenza criticità organizzative che non possono più essere considerate eventi eccezionali. Quando alle alte temperature si sommano carenze di personale e interventi tecnici tardivi, il rischio è che a pagare il prezzo siano contemporaneamente operatori sanitari e pazienti. È quanto denuncia ancora una volta il NurSind La Spezia, che torna ad accendere i riflettori sulle condizioni dell'Ospedale San Bartolomeo, annunciando la disponibilità ad avviare lo stato di agitazione se entro pochi giorni non arriveranno risposte concrete".


NurSind: "La sanità non si raffredda con ventilatori e climatizzatori portatili"

SARZANA, 21/07/2026 - Il caldo continua a soffocare i reparti dell'Ospedale San Bartolomeo di Sarzana e, secondo il NurSind, gli interventi messi in campo da ATS Liguria 5 sono ancora insufficienti per affrontare un problema che si trascina ormai da settimane.

Dopo le numerose segnalazioni già inviate negli ultimi mesi, il sindacato delle professioni infermieristiche torna a denunciare una situazione che definisce ormai strutturale, evidenziando come le temperature in diversi reparti continuino a superare i 30 gradi nonostante la distribuzione di climatizzatori portatili e ventilatori.

Per il NurSind, si tratta di interventi emergenziali che non affrontano la causa del problema e che finiscono soltanto per rinviare una soluzione definitiva.

"Non è accettabile che, nel pieno dell'estate, si continui a rincorrere l'emergenza con soluzioni provvisorie. La programmazione avrebbe dovuto garantire impianti perfettamente funzionanti prima dell'arrivo del caldo. Oggi, invece, operatori e pazienti continuano a convivere con temperature incompatibili con un ambiente di cura moderno e sicuro".

Il sindacato sottolinea come il disagio non riguardi esclusivamente il comfort ambientale, ma abbia ricadute dirette sulle condizioni di lavoro del personale sanitario.

Gli organici continuano infatti a essere insufficienti, mentre gli infermieri e gli altri professionisti sanitari sono chiamati quotidianamente a coprire le assenze attraverso straordinari, rientri in servizio e continue disponibilità.

Lavorare per ore in ambienti surriscaldati, evidenzia il NurSind, significa aumentare la fatica fisica e mentale, con inevitabili conseguenze anche sulla sicurezza delle cure.

"Non si può continuare a chiedere senso di responsabilità agli operatori e, contemporaneamente, costringerli a svolgere il proprio servizio in condizioni climatiche che rendono ogni turno ancora più pesante. Chi garantisce ogni giorno l'assistenza ai cittadini merita rispetto e ambienti di lavoro adeguati".

Secondo la segreteria territoriale guidata da Assunta Chiocca, il problema non riguarda un singolo reparto ma interessa ormai buona parte del presidio ospedaliero.

Negli ultimi mesi il NurSind ha trasmesso numerose segnalazioni formali attraverso PEC e comunicazioni indirizzate alla Direzione aziendale, al Servizio di Prevenzione e Protezione, allo SPRESAL e agli altri organismi competenti, documentando criticità in Pneumologia, Dialisi, Hospice, Casa della Comunità, Ufficio Igiene e in numerosi altri servizi.

Per il sindacato, il susseguirsi delle segnalazioni dimostra che non ci si trova di fronte a episodi isolati, bensì a una situazione organizzativa che richiede interventi strutturali e non semplici misure tampone.

"La salute dei pazienti, la sicurezza degli operatori e la dignità del lavoro non possono dipendere da qualche ventilatore o da climatizzatori portatili. Servono interventi risolutivi e una reale programmazione".

Il NurSind La Spezia lancia quindi un vero e proprio ultimatum all'Azienda.

Il sindacato concede sette giorni affinché vengano adottate soluzioni concrete per ripristinare condizioni ambientali adeguate nei reparti e affrontare contestualmente le criticità legate agli organici.

In assenza di risposte, la segreteria territoriale annuncia che procederà con la proclamazione dello stato di agitazione del personale, riservandosi inoltre ogni ulteriore iniziativa sindacale e le necessarie segnalazioni agli organi competenti.

Per il NurSind, la tutela della salute dei cittadini passa inevitabilmente anche dalla tutela delle condizioni di lavoro degli operatori sanitari.