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Caserta, il NurSind: ''Ospedale in affanno tra carenze, liste d'attesa e PS al collasso''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 21/07/2026

CampaniaNurSind dal territorio

Il sindacato denuncia criticità nelle sale operatorie, pazienti bloccati per giorni in barella e liste d'attesa fuori controllo. Pascale: "La nostra proposta per aprire gli ambulatori nei weekend è rimasta senza risposta".


di Giuseppe Provinzano

"Dopo aver acceso i riflettori sulla cronica carenza di infermieri e sulle difficoltà organizzative dell'Azienda ospedaliera Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta, il NurSind Caserta torna a denunciare una situazione che, secondo il sindacato, coinvolge ormai l'intero sistema assistenziale. Dalla sicurezza nelle sale operatorie al sovraffollamento del pronto soccorso, fino alle liste d'attesa sempre più lunghe, il quadro delineato dalla segreteria territoriale evidenzia criticità che rischiano di compromettere la qualità delle cure offerte ai cittadini".


NurSind accende i riflettori sull'emergenza del Sant'Anna

CASERTA, 21/07/2026 - L'emergenza non riguarda più soltanto la carenza di infermieri nelle sale operatorie. Per il NurSind Caserta, le difficoltà organizzative dell'Azienda ospedaliera "Sant'Anna e San Sebastiano" si estendono ormai a numerosi servizi strategici, incidendo sulla sicurezza delle attività chirurgiche, sull'efficienza del pronto soccorso e sulla capacità di garantire tempi di accesso alle prestazioni compatibili con il diritto alla salute.

Nel corso dell'incontro con la Direzione aziendale dello scorso 9 luglio, il dirigente sindacale del NurSind di Caserta Gennaro Pascale ha portato all'attenzione del direttore generale, della direzione sanitaria e della direzione amministrativa una serie di criticità che, secondo il sindacato, richiedono risposte immediate.

«Abbiamo rappresentato situazioni che incidono direttamente sulla sicurezza delle attività assistenziali. In sala operatoria continuano a registrarsi carenze di personale infermieristico e organizzazioni del lavoro che meritano un approfondimento urgente da parte dell'Azienda.»

Secondo il NurSind, in alcune circostanze gli interventi chirurgici verrebbero effettuati in condizioni organizzative non ottimali a causa dell'insufficienza di personale infermieristico dedicato. A questo si aggiungerebbero turnazioni particolarmente delicate, come la presenza di un solo anestesista impegnato contemporaneamente nella copertura di due sale operatorie, oppure la necessità di reperire personale di supporto sottraendolo ad altri reparti strategici.

Anche durante il turno notturno il sindacato segnala l'assenza dell'operatore socio sanitario dedicato alla sala operatoria, con la conseguente necessità di utilizzare personale proveniente dalla Rianimazione o dal Pronto soccorso. Analoga criticità riguarderebbe l'impiego di un infermiere dell'area dell'emergenza trasferito stabilmente in sala parto anche per attività programmate.

Il NurSind richiama inoltre l'attenzione sul persistente sovraffollamento del pronto soccorso, dove la permanenza dei pazienti sulle barelle in attesa di ricovero continua a rappresentare una delle principali emergenze organizzative.

«Non è accettabile che i pazienti rimangano per giorni in barella prima di trovare un posto letto. È una situazione che grava sui cittadini e sugli operatori e che richiede un diverso modello organizzativo, anche attraverso una maggiore integrazione con le altre strutture del territorio.»

Sul fronte delle risorse umane, il sindacato guarda con attenzione al concorso per il reclutamento di nuovi medici di Pronto soccorso, dopo che la precedente procedura si era conclusa senza alcuna assunzione per la rinuncia dei candidati risultati idonei. Tuttavia, per il NurSind, il problema non può essere affrontato esclusivamente attraverso nuovi bandi se non vengono rese più attrattive le condizioni di lavoro.

Un altro tema centrale riguarda le liste d'attesa, che continuano a rappresentare una delle principali criticità denunciate dai cittadini. Secondo Pascale permane una forte disparità tra i tempi delle prestazioni erogate attraverso il Servizio sanitario nazionale e quelli garantiti in regime libero-professionale intramoenia.

Per alcune prestazioni diagnostiche, come la colonscopia, l'attesa nel percorso ordinario può arrivare fino a un anno, costringendo molti cittadini a cercare risposte in altre aziende sanitarie o nel settore privato.

«Da tempo proponiamo di utilizzare le risorse regionali già disponibili per aprire gli ambulatori anche il sabato e la domenica, così da abbattere concretamente le liste d'attesa. Parliamo di circa un milione e quattrocentomila euro messi a disposizione dalla Regione, ma finora dall'Azienda non è arrivato alcun riscontro.»

Per il NurSind Caserta, il potenziamento dell'attività ambulatoriale nei fine settimana rappresenterebbe una soluzione immediatamente praticabile per aumentare il numero delle prestazioni erogate e ridurre i tempi di attesa, seguendo modelli organizzativi già adottati con risultati positivi in altre realtà italiane.

Il sindacato conclude ribadendo la disponibilità al confronto con la Direzione aziendale, ma sottolinea come le criticità segnalate non possano più essere rinviate, perché riguardano contemporaneamente la sicurezza degli operatori, il diritto alle cure dei cittadini e la tenuta complessiva dell'ospedale casertano.