NurSind L’Aquila: ''Piano del personale, i conti non tornano. Mancano 121 infermieri''
Il sindacato delle professioni infermieristiche contesta i numeri del fabbisogno ASL 1 Abruzzo: carenze anche tra ostetriche, tecnici e OSS
di Giuseppe Provinzano
"Dietro i numeri di un piano del fabbisogno ci sono turni da garantire, reparti da mantenere operativi e professionisti chiamati ogni giorno ad assicurare assistenza. Ed è proprio sui numeri che il NurSind L’Aquila apre un nuovo fronte con la ASL 1 Abruzzo. Il sindacato mette a confronto le consistenze previste con i fabbisogni minimi indicati e denuncia scostamenti che interesserebbero infermieri, ostetriche, tecnici di radiologia, OSS e altre professioni sanitarie. Una fotografia che, secondo il NurSind, stride con una lettura positiva della programmazione aziendale".
NurSind: "Organici sotto il minimo: 121 infermieri in meno nella ASL 1"
L'AQUILA, 29/09/2026 - Il NurSind accende i riflettori sul Piano triennale del fabbisogno del personale della ASL 1 Abruzzo, contestando la rappresentazione di un quadro organizzativo soddisfacente e portando al centro del confronto un dato preciso: rispetto a una dotazione minima indicata in 1.795 infermieri, l'organico previsto si attesterebbe a 1.674 unità, con uno scarto di 121 professionisti.
A sollevare la questione è Antonio Santilli, segretario territoriale NurSind L’Aquila, che nel documento del 29 settembre mette in discussione non soltanto la consistenza numerica degli organici, ma più complessivamente le scelte adottate nella programmazione del personale sanitario.
Il nodo principale resta quello infermieristico. Il sindacato richiama infatti anche la vicenda delle 96 unità infermieristiche che, secondo quanto riportato nella nota, avrebbero potuto essere impiegate a sostegno delle attività ospedaliere e dell'emergenza-urgenza/118. Il NurSind collega la questione all'impiego di 3 milioni e 405 mila euro destinati alle associazioni di volontariato per le attività legate al soccorso 118, contestando questa scelta e richiamando le difficoltà segnalate nei territori di Scanno, Campo di Giove e nei Comuni della Comunità Sirentina.
«I conti non tornano. Se il fabbisogno minimo è di 1.795 infermieri e l'organico previsto si ferma a 1.674 unità, significa che all'appello mancano 121 professionisti. È da questi numeri che bisogna partire quando si parla della capacità del sistema di garantire realmente i servizi.»
Ma la denuncia del NurSind non si limita agli infermieri. Nel documento sindacale viene evidenziato anche il divario relativo alle ostetriche: 78 unità indicate come fabbisogno minimo contro una consistenza prevista di 55 professioniste. Per i tecnici di radiologia, invece, rispetto a un fabbisogno minimo di 113 unità, il sindacato segnala 11 professionisti mancanti.
Una situazione che riguarderebbe anche gli Operatori Socio Sanitari. A fronte di un fabbisogno minimo indicato in 644 unità, secondo il NurSind ne mancherebbero 26. Ma il problema, sottolinea il sindacato, non sarebbe soltanto numerico: in numerosi reparti ospedalieri verrebbe meno la copertura OSS durante i turni notturni, con ripercussioni sull'organizzazione dell'assistenza e sul personale infermieristico.
«Non possiamo limitarci a guardare le dotazioni sulla carta. Quando nei reparti manca il personale di supporto, il peso organizzativo e assistenziale finisce inevitabilmente per ricadere sugli infermieri. È sulla copertura reale dei servizi, turno dopo turno, che va misurata la tenuta degli organici.»
Santilli estende quindi la critica all'intero comparto tecnico-sanitario, sostenendo che diverse figure professionali resterebbero al di sotto dei livelli minimi indicati. Da qui la contestazione del sindacato rispetto a una lettura ottimistica del Piano del fabbisogno.
Nel mirino del NurSind L’Aquila entra anche un'altra vicenda: quella del Centro Autismo di Pratola Peligna. Il sindacato chiede che venga chiarito lo stato del processo di internalizzazione del personale tecnico-sanitario, ricordando che, secondo quanto riportato nella nota, una parte degli operatori dipende direttamente dalla ASL mentre un'altra continua a fare capo a una cooperativa.
«Chiediamo di sapere che fine abbia fatto il percorso di internalizzazione del personale del Centro Autismo di Pratola Peligna. È necessario fare chiarezza e dare risposte certe ai lavoratori interessati.»
Altro tema sollevato dal sindacato è il ricorso ai contratti di somministrazione di lavoro. Il NurSind contesta l'utilizzo prolungato di queste forme contrattuali e pone il problema della loro compatibilità con una gestione del personale che dovrebbe rispondere a esigenze temporanee e non trasformarsi, secondo la posizione sindacale, in uno strumento utilizzato per coprire nel tempo necessità strutturali.
È proprio su questo terreno che la posizione del NurSind diventa più netta: il sindacato chiede che il confronto sulla programmazione non si fermi ai numeri complessivi, ma tenga conto della presenza effettiva dei professionisti nei reparti, nei servizi territoriali e nell'emergenza-urgenza.
«Il problema non è soltanto quanti professionisti risultano formalmente previsti, ma quanti sono realmente disponibili per garantire assistenza, continuità dei servizi e sicurezza organizzativa. Su questo chiediamo alla ASL risposte puntuali e scelte coerenti con i fabbisogni reali.»
La presa di posizione firmata da Antonio Santilli riporta così al centro una questione destinata a pesare sulla programmazione sanitaria della provincia dell'Aquila: la distanza tra fabbisogni dichiarati, personale effettivamente programmato e necessità quotidiane dei servizi. Per il NurSind, è su questo divario che deve aprirsi il confronto con la direzione aziendale.
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