Sanità privata, salta l'accordo al Ministero. NurSind pronto a due giorni di sciopero
Fallisce il tentativo di conciliazione al Ministero del Lavoro. Il NurSind conferma lo stato di agitazione e annuncia possibili scioperi. Iannuzzi: «Gli infermieri non possono più aspettare».
di Giuseppe Provinzano
"Il confronto si è concluso senza un'intesa. E per gli infermieri della sanità privata, che attendono da anni il rinnovo del contratto, la prospettiva di uno sciopero nazionale diventa sempre più concreta.
Il tavolo convocato al Ministero del Lavoro non è riuscito a sbloccare una vertenza che affonda le radici nel 2018, tra retribuzioni rimaste indietro, inflazione e professionisti che abbandonano le strutture private.
Il NurSind non arretra: lo stato di agitazione prosegue e il sindacato si dichiara pronto a proclamare una o due giornate di sciopero. Al centro dello scontro, anche la destinazione delle risorse economiche legate ai DRG, considerate decisive per riaprire la trattativa contrattuale".
Nessun accordo al Ministero: il NurSind conferma la mobilitazione
ROMA, 22 OTTOBRE 2026 – Si chiude senza risultati il tentativo di conciliazione sulla sanità privata tenutosi oggi al Ministero del Lavoro. Il confronto non ha consentito di superare lo stallo sul rinnovo dei contratti e il NurSind conferma la prosecuzione dello stato di agitazione proclamato il 19 ottobre.
A tracciare il bilancio dell'incontro è Romina Iannuzzi, Responsabile Nazionale NurSind per la Sanità Privata, che annuncia la disponibilità del sindacato a intensificare la protesta.
«Continueremo a dare battaglia finché i lavoratori della sanità privata non si vedranno riconosciuti gli stessi diritti dei loro colleghi del Ssn. C'è delusione dopo il tavolo al ministero del Lavoro, ma anche tanta determinazione ad andare avanti. Se lo stallo non si sbloccasse, siamo pronti a indire una o due giornate di sciopero».
La vertenza riguarda migliaia di professionisti impiegati nelle strutture private accreditate, alle prese con contratti fermi al 2018 e una progressiva perdita del potere d'acquisto.
Il nodo delle risorse DRG: il NurSind chiama in causa il Governo
Uno dei principali ostacoli al rinnovo contrattuale riguarda le risorse economiche necessarie a sostenere gli aumenti salariali.
Il NurSind chiede al Governo di destinare le risorse già stanziate per i DRG (Diagnosis Related Groups) relativi alle prestazioni per acuti, così da consentire alle associazioni datoriali di assumere impegni concreti per l'apertura delle trattative.
«La nostra richiesta al governo è semplice: finalizzare le risorse già stanziate dei Drg per acuti in modo che i datori di lavoro possano impegnarsi ad aprire le trattative per i rinnovi».
Iannuzzi richiama anche il precedente tentativo normativo del Ministero della Salute, attraverso un emendamento al decreto PA che, secondo quanto denunciato dal sindacato, avrebbe potuto contribuire a sbloccare la situazione.
«La strada giusta era quella intrapresa dal ministero della Salute con l'emendamento al decreto Pa. Peccato sia stato bocciato per favorire il ripiano dei debiti delle Regioni. Un'operazione fatta sulla pelle dei lavoratori».
Infermieri in fuga, il rischio per la sanità accreditata
La mancata valorizzazione economica, secondo il NurSind, sta aggravando un problema già evidente: la difficoltà delle strutture private nel trattenere personale infermieristico.
Il divario retributivo con il settore pubblico spinge sempre più professionisti a cercare alternative, con possibili conseguenze sulla tenuta dei servizi assistenziali.
«Ci auguriamo che questo nodo gordiano venga sciolto al più presto. Il pallino è in mano al governo, anche alla luce della piena sintonia tra noi e i datori di lavoro sulla necessità di finalizzare le risorse».
La responsabile nazionale del NurSind conclude richiamando il valore strategico della sanità convenzionata:
«Gli infermieri della sanità privata non possono più aspettare. Anche la loro fuga dalle strutture è un fenomeno grave da arginare. Senza dimenticare quanto la sanità convenzionata contribuisca a tenere in piedi l'intero Ssn».
Sciopero sempre più vicino: la vertenza resta aperta
Il mancato accordo al Ministero del Lavoro segna un ulteriore irrigidimento della vertenza. Il NurSind mantiene lo stato di agitazione e non esclude una o due giornate di sciopero, qualora non arrivino risposte concrete dal Governo.
La proclamazione dello sciopero non è ancora stata formalizzata, ma il sindacato ha chiarito di essere pronto a compiere questo passo.
La questione resta tutta sul tavolo: senza risorse destinate al rinnovo dei contratti, il rischio è che a pagare il prezzo dello stallo siano ancora una volta gli infermieri della sanità privata.
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