Napoli, un infermiere per 40 pazienti di notte a Villa Angela. NurSind: ''Scelta inaccettabile''
Nella casa di cura dimezzata la presenza infermieristica notturna dopo l'arrivo di due OSS. Il sindacato delle professioni infermieristico denuncia i rischi per i pazienti fragili e chiede il ripristino immediato del secondo infermiere.
di Giuseppe Provinzano
"Quaranta pazienti, due piani di degenza e un solo infermiere chiamato a garantire l'assistenza per dodici ore consecutive. È il nuovo assetto notturno della Casa di Cura Villa Angela di Napoli, finito al centro della denuncia del NurSind, che contesta una riorganizzazione nella quale l'introduzione degli operatori sociosanitari è stata accompagnata dalla riduzione del personale infermieristico.
Una vicenda che riapre una questione fondamentale: gli OSS affiancano gli infermieri, non possono sostituirli. E quando si parla di pazienti anziani, fragili e con patologie complesse, la distinzione tra le due professioni diventa soprattutto una questione di sicurezza delle cure".
NurSind: «Chiesto personale OSS, ma Villa Angela taglia un infermiere»
NAPOLI, 22 OTTOBRE 2026 – Da due infermieri a uno soltanto durante il turno notturno, nonostante la presenza di 40 pazienti di lungodegenza distribuiti su due piani. È quanto denuncia la Segreteria Territoriale NurSind Napoli in merito alla nuova organizzazione adottata, dal 19 ottobre, dalla Casa di Cura Villa Angela.
La struttura accoglie pazienti in convenzione con il Servizio Sanitario Regionale, nell'ambito di prestazioni finanziate con risorse pubbliche. Un elemento che, secondo il sindacato, rende ancora più importante garantire livelli assistenziali adeguati.
Al centro della contestazione non c'è l'arrivo degli operatori sociosanitari, richiesto proprio dal NurSind per alleggerire gli infermieri dalle attività improprie. A suscitare la protesta è la decisione di inserire due OSS eliminando contemporaneamente uno dei due infermieri precedentemente presenti di notte.
Fino alla riorganizzazione, infatti, l'assenza di OSS nel turno notturno costringeva gli infermieri a occuparsi anche dell'igiene e del cambio dei presidi assorbenti, sottraendo tempo alle attività clinico-assistenziali.
La richiesta sindacale puntava a superare questa situazione, valorizzando le rispettive competenze professionali. Il risultato, denuncia NurSind, è stato invece un ridimensionamento della presenza infermieristica.
Dodici ore, quaranta pazienti e il rischio delle emergenze
Il sindacato richiama l'attenzione sulle conseguenze della nuova turnazione. Dividendo le dodici ore notturne per quaranta degenti, il tempo teoricamente disponibile è di appena 18 minuti per paziente, senza considerare le attività comuni, gli spostamenti tra i piani e gli imprevisti.
Un calcolo indicativo, ma sufficiente a rappresentare la complessità del lavoro richiesto a un unico professionista, impegnato nella somministrazione delle terapie, nella sorveglianza clinica e nella gestione delle eventuali urgenze.
Il problema diventa particolarmente delicato quando un paziente necessita di assistenza prolungata o presenta un peggioramento improvviso. In quel caso, osserva NurSind, l'infermiere potrebbe essere impossibilitato a garantire contemporaneamente la sorveglianza degli altri degenti, soprattutto se ricoverati su un piano diverso.
NurSind: «Professioni diverse, responsabilità diverse»
A contestare duramente la scelta è Marco Esposito, Segretario Territoriale NurSind Napoli, che chiede alla Direzione Sanitaria un immediato ripensamento.
«Basta un'urgenza, o un solo paziente instabile, perché tutti gli altri e un intero piano restino senza alcun infermiere. Di notte, con quaranta pazienti fragili, questo significa esporli a un rischio concreto e quotidiano».
Esposito richiama inoltre la necessità di rispettare le specificità professionali, evitando che l'introduzione di figure di supporto diventi uno strumento per ridurre la dotazione infermieristica.
«Sostituire un infermiere con due OSS significa non riconoscere che si tratta di professioni diverse, con competenze e responsabilità diverse, che non possono essere scambiate tra loro».
Il giudizio del sindacato è netto: la riorganizzazione non risponderebbe alle esigenze assistenziali dei pazienti e rischierebbe di compromettere anche le condizioni di lavoro del personale.
«Con un solo infermiere di notte non si può garantire un'assistenza adeguata, né la sicurezza dei pazienti e di chi lavora. Chiediamo alla Direzione di tornare subito indietro».
Chiesto il ripristino del secondo infermiere
La Segreteria Territoriale NurSind Napoli ha già formalizzato una richiesta alla Direzione Sanitaria di Villa Angela affinché venga ripristinata con urgenza la presenza di due infermieri durante il turno notturno.
In assenza di risposte, il sindacato annuncia che porterà la questione all'attenzione dell'ASL territorialmente competente.
La vicenda pone un interrogativo che va oltre la singola struttura: rafforzare l'assistenza significa integrare le professionalità, non ridurre quelle già presenti. L'arrivo degli OSS dovrebbe consentire agli infermieri di dedicare maggiore attenzione alle attività di propria competenza, senza tradursi in una contrazione della presenza infermieristica.
Per NurSind Napoli, la priorità resta una: garantire ai quaranta pazienti ricoverati un'assistenza notturna adeguata alla loro fragilità.
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