Da qualche tempo al centro della cronaca toscana ed italiana, balzano le segnalazioni di diversi casi di Meningite invasiva da meningococco C. E come sempre , quando si parla di malattie infettive, ed a maggior ragione di Meningite, tra la popolazione ed anche tra gli operatori sanitari, si fa strada la paura. Le notizie si rincorrono da un capo all'altro della penisola, spesso confuse, non confermate, astratte, incomplete, creando uno stato di psicosi, di allarmismo, di apprensione, per lo più immotivato.

Abbiamo quindi pensato di fare chiarezza, per capire cosa sta succedendo in Toscana, e nella vicina Umbria, capire cos'è la Meningite e quali i protocolli da attivare. Spesso fonte di paura non è tanto la malattia, quanto la poca conoscenza della stessa.

Ammetto per prima ,di essermi addentrata in qualcosa che conoscevo solo superficialmente.

 

Con il termine meningite si intende un’infiammazione delle membrane (meningi) che ricoprono il cervello ed il midollo spinale (normalmente sterili). Di origine generalmente infettiva può essere causata da virus (herpes virus ed enterovirus), batteri e altri microrganismi (come funghi), le forme virali sono le più comuni e meno gravi, a differenza di quelle batteriche. Quest'ultime forme sono causate principalmente da tre tipi di batteri:Neisseria meningitidis (meningococco, tipico delle vie respiratorie, di cui cinque sono i ceppi in grado di causare malattia, A, B, C, W 135 e Y, con B e C come i più comuni),Streptococcus pneumoniae (causa anche di otiti e polmoniti) eHaemophilus influenzae tipo b.

Analizziamoli uno ad uno:

  • Neisseria meningitidis (meningococco) alberga nelle alte vie respiratorie (naso e gola), spesso di portatori sani e asintomatici (2-30% della popolazione). La sua presenza non è correlata a un aumento del rischio di meningite o di altre malattie gravi. Si trasmette da persona a persona attraverso le secrezioni respiratorie. Il meningococco è un batterio che risente delle variazioni di temperatura e dell’essiccamento. Dunque, fuori dell’organismo sopravvive solo per pochi minuti. La principale causa di contagio è rappresentata dai portatori sani del batterio: solo nello 0,5% dei casi la malattia è trasmessa da persone affette dalla malattia. Esistono 13 diversi sierogruppi di meningococco, ma solo sei causano meningite e altre malattie gravi: più frequentemente A, B, C, Y e W135 e molto più raramente in Africa, X. In Italia e in Europa, i sierogruppi B e C sono i più frequenti. I sintomi non sono diversi da quelli delle altre meningiti batteriche, ma nel 10-20% dei casi la malattia è rapida e acuta, con un decorso fulminante che può portare al decesso in poche ore anche in presenza di una terapia adeguata. I malati di meningite o altre forme gravi sono considerati contagiosi per circa 24 ore dall’inizio della terapia antibiotica specifica. La contagiosità è comunque bassa, e i casi secondari sono rari. Il meningococco può tuttavia dare origine a focolai epidemici.

  • Streptococcus pneumoniae (pneumococco) è l’agente più comune di malattia batterica invasiva. Oltre alla meningite, può causare quadri clinici di sepsi (generalmente con una sintomatologia di febbre alta, con una forma non così severa come la spesi meningococcica) polmonite o infezioni delle prime vie respiratorie, come l’otite. Come il meningococco, si trasmette per via respiratoria ma lo stato di portatore è assolutamente comune (5-70% della popolazione adulta). Esistono più di 90 tipi diversi di pneumococco. Le meningiti e le sepsi da pneumococco si presentano in forma sporadica, e non è indicata la profilassi antibiotica per chi è stato in contatto con un caso poiché non si verificano focolai epidemici.

     

  • Haemophilus influenzae b (emofilo o Hi) era fino alla fine degli anni Novanta la causa più comune di meningite nei bambini fino a 5 anni. Con l’introduzione della vaccinazione con l’uso del vaccino esavalente i casi di meningite causati da questo batterio si sono ridotti moltissimo. In passato il tipo più comune era l’Haemophilus influenza b (verso il quale è diretto il vaccino), mentre oggi sono più frequenti quelli non prevenibili con vaccinazione. In caso di meningite da Hi, è indicata la profilassi antibiotica dei contatti stretti.

Le infezioni meningee sono diffuse in tutto il mondo, l'incidenza maggiore si ha durante l'inverno e la primavera, le epidemie si presentano irregolarmente. Colpiscono spesso la prima infanzia, ma si manifestano anche nei giovani adulti, nei maschi più che nelle femmine.

Nei paesi dell'Unione Europea l'incidenza della malattia meningococcica varia nei diversi paesi, tra lo 0.3 ed il 4.7 per 100.000 abitanti. In Italia dal 1994 è stata attivata una speciale sorveglianza sulle meningiti batteriche, parallelamente al sistema di notifica delle malattie infettive, qui l'incidenza della malattia invasiva da meningococco ha un valore medio pari a 0.5 per 100.000 abitanti, molto bassa rispetto al resto d'Europa.

La stampa, così come riportato dal Portale Epidemiologico per la Sanità Pubblica, parla di 88 segnalazioni di malattia invasiva da Meningococco arrivati al Sistema di Sorveglianza Nazionale, di cui 24 in Toscana e 19 di queste dovute al sierogruppo C. Un incremento del numero dei casi in una zona circoscritta tra Firenze e Pisa è sicuramente un'anomalia da tenere sotto sorveglianza, ma non giustifica la psicosi ,così come sottolinea il pediatra Prof.Re Eugenio Serravalle, che definisce l'epidemia molto mediatica, infatti secondo l'OMS, misure straordinarie sono da adottare solo quando si arriva a 10 casi ogni 100.000 abitanti, ed in Toscana siamo ben lontani.

Da qualche giorno la cronaca ci da notizia di un caso di meningite a Terni (Umbria), non correlabile alla Toscana, la forma di meningite che ha colpito la maestra non è la forma diffusiva, ma la forma streptococcica. Oggi purtroppo ci arriva notizia della morte della maestra ternana, dovuta alle complicanze di una pansinusite purulenta ed una grave infezione di tutti i seni paranasali(13 Novembre 2015 Ternicittà.it)

E' facile cadere nella trappola mediatica dell'allarmismo quando si ignorano i parametri che non fanno ,di alcuni casi frequenti durante la stagione invernale e primaverile ,un'epidemia.

 

La Toscana comunque, visto l'incremento del numero dei casi ha richiesto la collaborazione dell'Istituto Superiore di Sanità, ed ha messo in atto una serie di misure di sanità pubblica: oltre l'antibiotico profilassi dei contatti stretti anche l'estensione dell'offerta vaccinale ad adolescenti ed adulti. Da Marzo 2015,l' offerta gratuita del vaccino tetravalente coniugato agli adolescenti fino al compimento del 20° anno di età, sarà ancora estesa sino ai 45 anni di età.

Sul fronte della lotta al meningococco, sono disponibili vaccini polisaccaridi contro i sierogruppi A, C, Y, W135 che però forniscono una protezione di breve durata ai soggetti con età maggiore di 2 anni, il vaccino coniugato contro il sierogruppo C. E' di recente introduzione (2014)sul mercato un vaccino per prevenire la forma invasiva da meningococco di sierogruppo B.

I meningococchi dei pazienti in toscana, così come riferisce il ministro alla salute, Beatrice Lorenzin, sono risultati riconducibili ad uno stesso ceppo clonale ST11.

Procedura aziendale per la prevenzione e la profilassi della meningite meningococcica negli operatori sanitari

Norme igieniche e di prevenzione

Le precauzioni per la trasmissione aerea a pazienti riconosciuti o sospetti di essere infetti, con patogeni epidemiologicamente importanti , che possono essere trasmessi per via aerea.

Il degente deve essere collocato in una stanza singola e deve rimanere in camera con la porta chiusa ,è bene che sulla porta venga apposta una segnalazione che indichi l' Isolamento Respiratorio; l'isolamento respiratorio deve permanere per le 24 ore successive all'inizio della chemioterapia.

Se la camera singola non è disponibile, il paziente andrà collocato insieme a pazienti con la stessa patologia. E' importante che l 'accesso sia permesso solo al personale che deve eseguire le procedure assistenziali. Limitare gli spostamenti dalla stanza e, qualora non sia possibile, informare l'addetto al trasporto e l'unità operativa verso la quale il paziente viene trasportato. Far indossare al paziente una mascherina chirurgica per minimizzare la dispersione nell'ambiente dei microrganismi.

I DPI sono costituiti da camice monouso, maschera di tipo FFP2S con stringinaso e bardatura con due elastici, occhiali e cuffia.

L'accesso dei visitatori va regolamentato, e vanno istruiti in merito alle norme igieniche da rispettare.

La terapia

La terapia chemioterapica, oltre che al soggetto colpito, va somministrata ai Contatti stretti:

familiari; amici intimi; compagni di scuola; coloro che durante l'attività lavorativa sono venuti in contatto diretto con le secrezioni orali, goccioline nasali o nasofaringee(rianimazione bocca a bocca, intubazione endotracheale)

Non sono da considerarsi contatti stretti: gli operatori che sono venuti a contatto con soggetti isolati funzionalmente(intubati, dotati di mascherina protettiva) o che hanno avuto accesso alla camera di degenza, ma hanno mantenuto una distanza superiore al metro.

La chemioterapia va iniziata entro le 24 ore dal contatto.

Dopo le 24ore dall'inizio della terapia il paziente non è più da considerarsi infetto.

Questo breve sunto sulla Meningite, ci ha permesso di saperne di più, per capire quando l'allarmismo è motivato, quando considerarci a rischio come operatori e quando no.

Conoscere, è sempre la chiave per non lasciarsi trascinare dall'onda emotiva, per sapere consapevoli del protocollo da seguire quando il nostro essere infermieri ci porta a diretto contatto con la malattia.

L'informazione, l'importanza della campagna vaccinale sono le chiavi per far sì che questi che restano ancora casi sporadici  non diventino epidemie.

Fonte:Portale dell'Epidemiologia per la Sanità pubblica