The New York Times, 17 Novembre 2015_La peggiore epidemia di Ebola nella storia dell'Africa, si avvia verso la fine, il terrore, la paura, cedono il passo , da quando la Guinea, ha iniziato il suo conto alla rovescia per dichiararsi “ Ebola Free”.

Il conto alla rovescia è cominciato dopo che Nubia Soumah, una bambina di tre settimane di età, ultimo paziente in trattamento per Ebola, è risultato negativo al test per il virus per ben due volte.

Decine sono ancora gli appartenenti alla popolazione della Guinea, tenuti sotto controllo, monitorati,al fine di rilevare tempestivamente la presenza di sintomi che possano fare pensare alla comparsa del virus; se non dovessero emergere nuovi casi per i prossimi 42 giorni, la nazione sarà dichiarata ufficialmente libera da Ebola, due anni dopo l'inizio dell'epidemia.

 

Di Marialuisa Asta

La piccola Nubia, è nata tre settimane fa al centro Trattamento Ebola di Medici senza Frontiere(MSF) a Conarky, la madre che aveva contratto il virus , qui ricoverata, dopo aver dato luce alla bambina, il 27 Ottobre, è deceduta.

Alla nascita, Nubia è risultata positiva al test per Ebola, ma ha risposto positivamente alle cure ricevute. Laurence Sally, coordinatore Msf dell'emergenza in Guinea, dichiara: “Siamo felici che sia risultata negativa agli ultimi test, le sue condizioni stanno migliorando, ma essendo la prima neonata a guarire dall'Ebola, continuerà a ricevere supporto medico specialistico, prima di tornare a casa”

Nubia è un grande traguardo medico: è l'unico bambino conosciuto,nato da madre infetta, ad essere sopravvissuto ad Ebola. Margaret Harris, portavoce dell'OMS ha detto: “Ha superato tutti i record questa bambina, lei è davvero qualcosa di speciale”.

La piccola Nubia ha vissuto i suoi primi 21 giorni all'interno del centro di trattamento dove è nata, i suoi unici contatti, le uniche carezze e coccole le sono state date dagli operatori sanitari, muniti di tutti i dispositivi di protezione. L'unico membro della famiglia che ha avuto il permesso di vederla è una zia, Fatoumata Cisse.

Nubia è il simbolo della speranza, il simbolo della forza che uno scricciolo di ventuno giorni può avere in sé. Quella voglia di vivere che va oltre ogni pronostico. Così piccola, così minuta, adesso è l'emblema di una nuova pagina di storia per la Guinea.

Una pagina nuova che porta in sé la fine dell'epidemia, una delle peggiori in Africa, l'epidemia che ha lasciato dietro rovine e 11.900 morti su 29.000 casi, tra Guinea, Liberia e Sierra Leone.

E dopo che questi ultimi due Paesi, Liberia, in ordine di tempo e Sierra Leone, sono stati dichiarati liberi, la speranza è che anche la Guinea si prepari alla fine dell'incubo.

Naturalmente gli operatori di Msf sottolineano che , nonostante l'euforia, la gioia,del tutto legittime , non bisogna mai abbassare la guardia, ma restare vigili per eventuali casi, affinché tutto il duro lavoro portato avanti dal governo e dalle comunità non venga distrutto, e davvero si possa tornare ad una vita normale.

Adesso che il peggio sembra essere passato, mi piacerebbe porre l'accento su quanti si sono spesi, incuranti della possibilità di ammalarsi, incuranti della morte, incuranti dell'immane fatica, sotto stress, dentro quegli strani scafandri che ricordano un po' gli astronauti che fecero il primo passo sulla Luna, sullo sconosciuto.

E così come gli astronauti, si sono mossi gli operatori sanitari, impegnati a combattere Ebola, galleggiando nell'ignoto, senza paura, senza far trasparire la fatica, con grande delicatezza .. la stessa delicatezza che hanno messo nelle tenere carezze date a Nubia, che adesso salva,affronterà la vita senza la mamma. La stessa tenerezza e forza che hanno dimostrato mentre tutto intorno a loro crollava, tra paure, timori e speranze.

 

Se oggi molti Paesi dell'Africa possono con cautela dichiararsi liberi, il merito va a chi con spirito di abnegazione ha servito la causa, a tutti gi operatori Sanitari, ad Emergency, a Msf.