Di Maria Luisa Asta 

Secondo il Talmud Babilonese, testo classico dell'ebraismo, ogni generazione conosce trentasei uomini, dalla cui condotta dipende il destino dell'umanità, trentasei Giusti, non sanno sappiamo chi sono e nemmeno loro sanno di esserlo.

Al mondo esistono persone meravigliose che del mondo si fanno carico, e che il mondo uccide, così, nel doloroso stupore, apprendiamo della morte di Rita Fossaceca, medico italiano di 51 anni, uccisa in Kenya.

La dottoressa si trovava a Mijomboni, un piccolo villaggio dell'entroterra, alle spalle di Malindi, lavorava da anni per conto di Forlife Onlus, associazione umanitaria internazionale.

Uccisa, si pensa, durante una rapina, assalita nel suo alloggio, che condivideva con altri sei italiani: i suoi genitori, di cui la madre è rimasta illesa ed il padre ferito alla testa, uno zio prete, un cugino , entrambi illesi e due infermiere italiane, dell'ospedale di Novara, le cui condizioni non sono particolarmente gravi.

Uccisa, mentre cercava di difendere i genitori.

Da undici anni la dottoressa, si occupava di volontariato,di origine molisana, lavorava presso l'Ospedale Maggiore della Carità di Novara, dipartimento di Scienze Radiologiche, stesso dipartimento in cui lavorano le due infermiere coinvolte.

Da due settimane, si trovava in Kenya, in questo piccolo villaggio, prestando la sua opera in un orfanotrofio, che ospita una ventina di bambini.

Era entusiasta, racconta,il Dott.re Carrirero, che, con la dottoressa, ha avuto l'ultimo contatto telefonico mercoledì. Raccontava di avere acquistato una mucca, una mucca incinta, che tra mesi avrebbe dato alla luce un vitellino, e avrebbe fornito latte al tutto il villaggio.

Poi, la tragedia.

In uno sparo, la fine.

Così mentre doni amore al prossimo tuo, il tuo prossimo ti uccide.

Tutto il coraggio, la forza di una donna comune ed allo stesso tempo unica, spezzati, in uno sparo vigliacco ed assassino.

La conosciamo adesso, la Dott.ssa Rita, adesso che balza alle cronache per la sua morte, assurda.

Non la conoscevamo prima, quando in silenzio si faceva carico delle sofferenze altrui, senza clamori, senza applausi, senza medaglie ne trofei.

Gli Eroi esistono, e nel silenzio operano per il bene del mondo, un mondo che non ha pietà, dove la forbice tra chi ha tutto e chi non ha proprio niente, si allarga sempre di più.

Gli Eroi esistono, ed esistono i Giusti.

Avremmo voluto conoscerla prima Rita, ma si sa, il male fa più rumore di quanto ne faccia l'Amore.

Ciao Rita, scusa se ti do del tu, ma oggi mi sembra di conoscerti da sempre, perché in te riconosco tutti quelli che ogni giorno, senza grandi clamori si prestano per aiutare il prossimo, senza paura, tra fame e guerre, tra dolore ed epidemie.

Ciao Rita, che la tua vita sia da esempio per tutti noi, simbolo che non tutto è perduto, che c'è ancora speranza per questo mondo.

 

 fonte: Kenya, dottoressa italiana uccisa, feriti altri tre connazionali. Forse una rapina