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La speranza di una vita migliore per i malati di Sclerosi Multipla

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 27/02/2016 vai ai commenti

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Gli esperti parlano di una rivoluzione copernicana, di un giorno che resterà nella storia, si pronunciano così in merito alla prova dell'efficacia di un nuovo farmaco per il trattamento della sclerosi multipla, sviluppato da Roche: Ocrelizumab.

La sclerosi multipla, chiamata anche sclerosi a placche, è una malattia autoimmune cronica demielinizzante, che colpisce il sistema nervoso centrale, causando un ampio spettro di segni e sintomi.

La sclerosi multipla (Sm) presenta una prevalenza che varia tra i 2 e i 150 casi ogni 100.000 individui, a seconda del paese o della specifica popolazione. Si stima che la malattia colpisca circa tre milioni di persone al mondo, mezzo milione in Europa e 68.000 in Italia, per un totale di 1800 nuovi casi ogni anno(dati Ministero della Salute); la regione più colpita è la Sardegna.

E' una malattia della prima età adulta, che si manifesta perlopiù tra i 29 e i 33 anni, anche se in assoluto può comparire tra i 10 e i 59 anni, ed è diffusa a livello mondiale con frequenze d'incidenza variabili a seconda delle regioni considerate.

Come per molte malattie autoimmuni, la condizione è più comune nel sesso femminile, con un rapporto di circa 3 a 1 rispetto ai maschi. Nei bambini il rapporto di incidenza è maggiore, mentre negli individui con un'età superiore ai 50 anni, la malattia colpisce maschi e femmine in proporzioni quasi equivalenti.

La sclerosi multipla (Sm) è una delle malattie più comuni del sistema nervoso centrale ed è causata da una degenerazione della guaina mielinica, la membrana con funzione isolante che avvolge gli assoni dei neuroni e forma la fibra nervosa. La perdita di mielina (demielinizzazione) compromette la capacità dei nervi di condurre gli impulsi da e per il cervello, provocando i sintomi tipici della sclerosi multipla.

I tratti demielinizzati (placche o lesioni) si presentano induriti (cicatrici) e possono comparire in momenti diversi in differenti aree del cervello e del midollo spinale. Infatti, letteralmente, l’espressione sclerosi multipla significa “cicatrici multiple”.

Le cicatrici multiple, o meglio le lesioni, riguardano le aree di sostanza bianca circostanti i ventricoli cerebrali o situate a livello del cervelletto, del tronco encefalico, dei gangli della base, del midollo spinale e del nervo ottico.

La funzione della sostanza bianca è quella di propagare i segnali tra le aree di sostanza grigia, dove si svolge l'elaborazione, e il resto del corpo. Il sistema nervoso periferico raramente viene coinvolto. Più in particolare, nella sclerosi multipla vi è una distruzione degli oligodendrociti, le cellule responsabili della creazione e del mantenimento di uno strato lipidico noto come guaina mielinica, che permette ai neuroni di trasmettere il potenziale d'azione lungo l'assone ad alta velocità.

Il risultato della sclerosi multipla è un assottigliamento della guaina mielinica, che avviene con l'avanzare della malattia.

Quando la mielina viene persa, un neurone non può condurre i segnali elettrici in modo efficace.

In un individuo normale la velocità di conduzione dei segnali elettrici neuronali è di 100m/S, in un individuo affetto da sclerosi multipla la velocità scende gradualmente a 5m/s; la diminuzione, a volte fino all'arresto della velocità di conduzione dell'impulso nervoso è responsabile dei sintomi e dei segni della malattia.

Oltre alla demielinizzazione, il segno distintivo patologico della malattia è l'infiammazione.

Il processo infiammatorio è causato dalle cellule T, che svolgono un ruolo importante nelle difese dell'organismo. Nella sclerosi multipla, le cellule T entrano nel cervello attraverso interruzioni della barriera emato - encefalica; le cellule T riconoscono la mielina come estranea e vi si legano come fosse un virus, innescando processi infiammatori e stimolando il rilascio di altri componenti del sistema immunitario, come le citochine e gli anticorpi. La loro presenza provoca, nella barriera emato – encefalica, una serie di altri effetti dannosi, quali edema, attivazione dei macrofagi ed attivazione di ulteriori citochine e proteine citotossiche.

La sclerosi multipla, può colpire qualsiasi area del sistema nervoso centrale, ecco perché la sintomatologia è varia, dalla perdita di sensibilità, formicolio, intorpidimento, debolezza muscolare, difficoltà di movimento, di coordinamento ed equilibrio alla disfagia. Possono essere inoltre comuni problemi alla vista, nistagmo, diplopia e neurite ottica.

La malattia può portare anche a perdita di controllo della vescica, accompagnata da minzione frequente ed incontinenza, i problemi intestinali si manifestano con stipsi, diarrea ed incontinenza fecale.

Due segni specifici sono particolarmente caratteristici, il segno di Uhthoff, un aggravamento dei sintomi esistenti a causa di una esposizione a temperature ambientali elevate del solito, il segno di Lhermitte, una sensazione di scossa elettrica che percorre la colonna vertebrale e gli arti inferiori in seguito a flessione.

Il decorso clinico varia da paziente a paziente, ed è difficile capire come evolverà nel tempo.

Si distinguono diverse forme:

Forma benigna: caratterizzata da una o due recidive con remissione completa.

Forma recidivante – remittente (SM-RR): i sintomi tendono a comparire e scomparire durante i primi anni dall'esordio. Alla Recidiva, e quindi alla fase attiva della malattia, con la comparsa di nuovi sintomi o l'aggravarsi di quelli esistenti, fa seguito la remissione, la scomparsa completa o incompleta dei sintomi.

Forma transizionale: quando la forma Recidivante Remittente entra nella fase transizionale, ovvero gli attacchi si ripetono a frequenza ravvicinata, senza entrare nella fase di quiescenza.

Forma Primitivamente Progressiva (SM-PP): la malattia esordisce sin dall'inizio con un andamento progressivo caratterizzato da fasi di relativo miglioramento e stabilizzazione.

Forma Progressivo Recidivante (SM-RP): la malattia ha un decorso progressivo fin dall'esordio, con una progressione anche tra una ricaduta e l'altra.

La diagnosi, è difficile da fare, in quanto segni e sintomi possono essere simili ad altre malattie. I dati clinici da soli non sono sufficienti a fare diagnosi differenziale. A questi sono comunemente usati l'imaging biomedico, l'analisi del liquido cerebrospinale e lo studio dei potenziali evocati. La risonanza magnetica del cervello e del midollo spinale, mostra aree di demielinizzazione, attraverso l'uso del gadolinio si possono evidenziate le placche attive e l'esistenza di lesioni storiche.

Non esiste una cura definitiva per la sclerosi multipla,ma una terapia che permette di influenzare positivamente il decorso clinico; i farmaci impiegati fino a questo momento sono stati, l'interferone beta –1 a, l'interferone beta – 1b, il glatiramer acetato, il mitoxantrone (immunosoppressore usato anche in chemioterapia), il natalizumab (che interferisce nel trasporto delle cellule T), il fingolimod e il teriflunomide a somministrazione orale.

Esistono numerose evidenze che riferiscono un beneficio sintomatologico dall'uso di cannabinoidi, soprattutto per quanto riguarda la spasticità ed il dolore neuropatico. Dagli studi condotti si conferma la loro efficacia congiunta a tollerabilità e sicurezza. Dal 2005 è disponibile nelle farmacie canadesi il Sativex, farmaco utilizzato ed autorizzato successivamente anche in diversi paesi Europei come Regno Unito, Spagna Germania e Danimarca, in Italia è ancora in via di registrazione.

L'annuncio dell'efficacia di un nuovo farmaco sviluppato da Roche è arrivato ad Ottobre 2015 durante l'ECTRIMS (European Committee for the Treatment and Study of Multiple Sclerosis).

L'efficacia di Ocrelizumab è stata dimostrata negli studi cardine OPERA I e OPERA II condotti in pazienti con SM recidivante remittente, ed in uno studio separato ORATORIO, condotto in pazienti con sclerosi multipla primariamente progressiva.

La rilevanza dello studio deriva dall'efficacia del farmaco su quest'ultima forma di SM, la più invalidante, che colpisce una persona su 10 e che di solito non ha periodi distinti tra la recidiva e remissione.

Ocrelizumab è un anticorpo monoclonale umanizzato sperimentale, progettato per colpire in maniera selettiva i linfociti B CD20+, un tipo specifico di cellule immunitarie che si ritiene svolgano un ruolo chiave nel danno alla mielina e all'assone che si osserva nella sclerosi multipla e che determina disabilità. Inoltre si lega ai linfociti B, ma non alle cellule staminali né alle plasmatiche, permettendo di non compromettere le funzioni svolte dal sistema immunitario, ovvero la ricostituzione delle cellule B e la preservazione della memoria immunitaria.

Lo studio su Ocrelizumab è uno studio multicentrico, in doppio cieco, condotto su 732 pazienti con sclerosi multipla primariamente progressiva, di cui ad una parte di loro è stato somministrato il farmaco in dose di 600mg ogni sei mesi, con 2 infusioni di 300mg a due settimane l'una dall'altra, all'altra parte dei pazienti è stato somministrato placebo.

E' stato dimostrato che Ocrelizumab riduce in maniera significativa del 24% rispetto al placebo il rischio di progressione di disabilità clinica, confermata dopo 24 settimane, e del 29% il tempo di percorrenza di una distanza di 7,6 metri in un periodo di 120 settimane. Il volume delle lesioni iperintense si è ridotto del 3,4% in 120 settimane, mentre con placebo è aumentato del 7,4%.

Ha ancora ridotto del 17,5% il tasso di perdita di volume cerebrale, sempre in periodo di 120 settimane.

I risultati positivi non sono stati solo rilevati in merito all'efficacia come sopra ampiamente dimostrato, ma anche in relazione alla sicurezza del farmaco, infatti la percentuale di pazienti con reazioni avverse nel gruppo in terapia con ocrelizumab è stata simile a quelli in terapia con placebo sia in relazione all'infusione che alle infezioni.

Vista la non curabilità della malattia, avere trovato un farmaco sicuro che permette di ridurre le conseguenze della stessa, le gravi disabilità che ne derivano è veramente importante, davvero una rivoluzione nel campo della medicina.

L'azienda produttrice Roche intende inoltrare la richiesta di autorizzazione all'immissione in commercio, per averlo, in Italia dobbiamo attendere ancora un anno.

Fonte: Sclerosi multipla, in arrivo un farmaco contro le forme progressive