A partire da Gennaio 2019, le pensioni saranno economicamente più leggere.

L’assegno previsto per il lavoratore che andrà in pensione dal 2019, sarà inferiore dell’oltre 1% rispetto a chi è uscito dal lavoro nel 2018.

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto del 15 maggio 2018, sono stati ufficializzati i coefficienti di trasformazione da applicare alla parte contributiva degli assegni che, verranno liquidati nel biennio 2019-2020.

 

Cosa sono i coefficienti

Il coefficiente trasforma in pensione il montante previdenziale accumulato dal lavoratore.

Il meccanismo si applica alla parte contributiva della pensione.

 

 

Cos’è il Montante previdenziale

E’ l’ ammontare di tutti i contributi che il lavoratore ha maturato nel corso dell’anno. Ogni anno viene accantonato un ammontare di contributi per una percentuale di retribuzione che varia a seconda della tipologia del lavoratore, ovvero:

 

  • 33% della retribuzione imponibile per i lavoratori dipendenti;

  • tra il 20% e il 27,2% della retribuzione per gli iscritti alla Gestione separata INPS;

  • 20% della retribuzione per i lavoratori autonomi.

Ogni anno però il montante contributivo del lavoratore viene rivalutato (ad eccezione dei contributi maturati nello stesso anno) ad un tasso di capitalizzazione pari alla variazione del PIL nominale indicata dall’ISTAT.

 

Una volta che il lavoratore maturerà i requisiti per la pensione, quindi, il montante contributivo sarà moltiplicato per il coefficiente di trasformazione.

È grazie a quest’ultimo, quindi, che il montante contributivo del lavoratore viene trasformato in pensione annua. Per capire quale sarà l’importo mensile, quindi, basterà dividere il risultato ottenuto con il calcolo contributivo per 13 mensilità.

 

Esempio

Due lavoratori di 65 anni con 100 mila euro d contributi versati, il primo andato in pensione nel 2009 ed il secondo che andrà in pensione nel 2019.

Il primo sta prendendo una pensione di 6.136 euro annui, il secondo, per effetto della rivalutazione dei coefficienti, prenderà una pensione di 5.245 euro annui, ben 900 euro in meno in un anno.

 

Perchè cambiano i coefficienti

La Riforma Fornero del 2011 prevede che, per rendere sostenibile il sistema, questi debbano cambiare a scadenza fissa(ogni tre anni), oltre che all’età del ritiro, anche i parametri alla base della formula che serve a calcolare la pensione sulla base dei contributi versati.

Il diritto e la misura della pensione sono soggetti a :

  • rivalutazione del montante previdenziale

  • speranza di vita

  • coefficienti di trasformazione

  • perequazione della pensioni, adeguamento annuale delle pensioni all’inflazione.

 

da il Sole24ore