Il saturimetro (detto anche pulsiossimetro od ossimetro) è un dispositivo non invasivo dotato di una sonda e di due diodi, grazie ai quali è possibile conoscere la saturazione dell’ossigeno nel sangue, ovvero la percentuale di O2 legata all’emoglobina, rispetto alla quantità di emoglobina totale presente nel sangue.

Negli ultimi decenni il pulsiossimetro è divenuto uno degli strumenti più usati in ambiente clinico per valutare l'ossigenazione del sangue arterioso ed è spesso usato per stimare la frequenza cardiaca a riposo e durante l'esercizio.

 

Lo studio, pubblicato sulla rivista Assistenza Infermieristica e Ricerca, ha valutato l'affidabilità del pulsossimetro nella rilevazione della FC, poco studiata fino a questo momento.

 

Il pulsiossimetro, come funziona

La sonda è composta da due diodi e una fotocellula. La luce emessa dai diodi nel campo del rosso e dell'infrarosso attraversa la cute.

L'emoglobina legata assorbe la luce in determinate lunghezze d’onda. Conoscendo la quantità di luce iniziale e quella finale, l'apparecchiatura è in grado di calcolare la saturazione dell'ossigeno nel paziente e la circolazione del paziente e viene riceve dalla fotocellula e quindi la Frequenza cardiaca.

Alcune variabili influiscono sul buon funzionamento del pulsossimetro:

 

  • lo smalto per unghie nero, blu o verde scherma le lunghezze d'onda generate dalla sonda, rendendo imprecisa la misurazione;
  • la vasocostrizione, cioè la diminuzione del calibro dei vasi sanguigni),dei distretti periferici, come per esempio quella delle dita, portano a una diminuzione del flusso sanguigno rilevabile dalla sonda, che quindi elabora dati falsati;
  • il pulsiossimetro permette di conoscere solo la percentuale di saturazione dell'emoglobina, mentre non rivela informazioni su quale gas sia legato: questo può portare a un'errata interpretazione dei dati. Per esempio, in una intossicazione da monossido di carbonio la quantità di emoglobina legata rimane comunque elevata, perché il monossido di carbonio presenta un'affinità per l'emoglobina molto più alta rispetto all'ossigeno. L'emoglobina si lega quindi al monossido di carbonio invece che all'ossigeno, che così non viene più trasportato ai tessuti. In questi casi la saturazione indica un valore normale, mentre in realtà il paziente può perdere i sensi molto velocemente a causa dell'ipossia causata dal monossido di carbonio. Il problema di fondo è che il saturimetro non riesce a distinguere l'ossiemoglobina, ossigeno legato all'emoglobina, dalla carbossiemoglobina.
  • ipotensione: la lettura diventa via via meno affidabile quando si scende sotto i 55-60mmHg di sistolica
  • temperatura corporea: sotto i 35 °C si verifica una riduzione dei valori letti dell'apparecchio
  • movimenti della persona: possono creare mancate letture dell'onda pulsatile che non riesce a verificarne la forma
  • coloranti: il blu di metilene nel sangue può falsare i risultati dando una sottostima dei valori.

Visto i fattori di influenza sull’accuratezza della rivelazione della FC con il saturimetro, la sua affidabilità è stata presa in esame dallo studio che segue, mettendolo a confronto con altri metodi di rilevazione: polso radiale, Ecg e l’Heart Rate Plus App.

Lo studio

La frequenza cardiaca è stata rilevata su 55 studenti di Infermieristica in due sessioni: 1. Pulsossimetro, ECG, e Polso radiale; e 2. Pulsossimetro, ECG, Heart Rate Plus App.

Risultati

Nei pazienti adulti sani, l’utilizzo della Heart Rate Plus App., del pulsossimetro e la palpazione del polso radiale sono risultati affidabili nella rilevazione della frequenza cardiaca.Tuttavia, lo studio ha evidenziato alcuni limiti nell'utilizzo del pulsiossimetro, infatti, rispetto alle altre metodiche, lo strumento è il meno preciso nelle situazioni in cui si presentano lievi variazioni nella frequenza cardiaca, come negli studenti sedentari e quelli con una preparazione fisica sportiva. La comparazione multipla dimostra che, a differenza dell'ECG e della Heart Rate Plus App, il pulsossimetro non ha rilevato una differenza significativa nella FC fra lo studente sedentario e quello con un allenamento sportivo amatoriale.

Dato che la frequenza cardiaca è un parametro importante nell'accertamento infermieristico, il pulsiossimetro potrebbe essere lo strumento meno indicato perché, pur essendo una metodica celere e a basso costotroppe variabili cliniche e situazionali potrebbero inficiare significativamente l'attendibilità del valore rilevato.

Anche la rilevazione della frequenza tramite palpazione del polso radiale è risultata meno efficace rispetto all'ECG e alla Heart Rate Plus App. fra il soggetto sedentario e lo sportivo amatoriale.

L'Heart Rate Plus App su Iphone®, nella comparazione multipla, ha evidenziato una buona sensibilità esattamente come l'ECG.

 

da:

Affidabilità del pulsossimetro per la rilevazione
della frequenza cardiaca in confronto ad altre
metodiche non invasive
 
Carla Cortini,1 Laura Bernucci,2 Luca Moneti,3 Valeria Cremonini,4 Ivan Rubbi1
1Corso di Studi in Infermieristica, Campus di Ravenna, Università di Bologna, AUSL Romagna
2U.O. di Medicina Ospedale di Ravenna, AUSL Romagna
3U.O. Endoscopia Digestiva, Ospedale di Ravenna, AUSL Romagna