Tagli e puntura accidentale costituiscono in Italia circa il 75% dei cosiddetti “incidenti occupazionali a rischio biologico” e, gli infermieri la categoria più a rischio.

Vediamo punto per punto cosa fare in caso di puntura o taglio e come attivare il procedimento di accertamento di infortunio biologico.

Puntura accidentale, cos’è

E’ una ferita percutanea causata da ago o da altri dispositivi taglienti contaminati da sangue o altri liquidi biologici potenzialmente infetti:

  • Sangue o qualsiasi altro materiale biologico che contenga visibilmente sangue
  • Tessuti
  • Liquido cerebrospinale, sinoviale, amniotico, pleurico, pericardico e peritoneale
  • Sperma o secrezioni genitali femminili
  • Materiale di laboratorio es colture.

 

Manovre comportamentali da eseguire nell’immediato

In caso di infortunio da contaminazione con liquidi biologici o ferita o puntura con ago o taglienti, è necessario seguire le seguenti manovre di comportamento:

  • in caso di schizzi alle congiuntive risciacquare abbondantemente le mucose con acqua o Soluzione Fisiologica 0,9%
  • in caso di contatto sulle mucose del cavo orale fare sciacqui con collutorio o acqua ossigenata diluita in acqua, in alternativa, risciacqui con Amuchina 5% senza ingerire
  • in caso di puntura o taglio aumentare il sanguinamento della ferita e detergere con acqua e sapone, quindi procedere alla disinfezione accurata della ferita con Amuchina 10% o con prodotto a base di lodopovidone ( es. Betadine, Eso Iodato 5% ).

 

Il dipendente che si infortuna accidentalmente, dopo aver effettuato le manovre di cui sopra, deve:

  • informare dell’accaduto il Responsabile di turno (Coordinatore, medico)
  • compilare in tutte le sue parti il modello di Dichiarazione di Puntura e/o Contatto Accidentale debitamente firmato dal lavoratore e dal medico. Tale modulo deve essere corredato di timbro della Struttura
  • valutare la sorgente di infezione con informazioni già disponibili (es. cartella clinica, anamnesi del paziente ecc.) o testare il paziente fonte per HBsAg, anti HCV e anti HIV. Si ricorda che per procedere alla ricerca dell’anti HIV è necessario acquisire il consenso informato ai sensi della Legge n° 135 del 05/06/199 0 art.5
  • se la sorgente di infezione è HIV accertata il dipendente o il medico di reparto deve contattare immediatamente l’U.O. di Malattie Infettive
  • recarsi in Pronto Soccorso

Al Pronto Soccorso

Presentarsi al Triage dove il dipendente sarà registrato e indirizzato all’ambulatorio di competenza per gli accertamenti e le cure del caso, il medico provvederà al rilascio del certificato di accettazione e del certificato INAIL e ad indirizzare il dipendente all’Ambulatorio di Medicina Preventiva della Direzione Medica

Qualora tali infortuni avvengano di sabato o nei giorni festivi, dopo aver effettuato il passaggio in Pronto Soccorso, il dipendente dovrà recarsi presso l’Ambulatorio di Medicina Preventiva il primo giorno utile successivo.

l’Ambulatorio di Medicina Preventiva della Direzione Medica di Presidio, per l’inizio del protocollo di sorveglianza.

Protocollo di Sorveglianza

Il protocollo sanitario prevede, per ogni caso di esposizione accidentale, un prelievo ematico basale (tempo zero) per il controllo di HCV, HIV, HBV

 

La programmazione del follow up successivo dipende dalla fonte di contaminazione che può essere:

Fonte Nota: l’ago, strumento contaminato omateriale biologico con cui si è venuti a contatto accidentalmente, è riconducibile a un determinato paziente con situazione immunologica per HIV, HCV e HBV conosciuta.

Fonte Ignota: l’ago, strumento contaminato o materiale biologico con cui si è venuti a contatto accidentalmente, non è riconducibile a un determinato paziente. E’ da considerarsi fonte ignota anche quando il paziente nega il consenso all’effettuazione dell’indagine sierologica o quando vengono a mancare uno o più esami sierologici.

 

 

 

 

Fonte:

PROCEDURA POST ESPOSIZIONE INFORTUNIO A RISCHIO BIOLOGICO Aou Sassari

Decreto Legislativo 81/08 titolo X ; esposizione ad agenti biologici

Decreto Ministeriale della sanità 20 novembre 2000; valutazione della risposta anticorpale in riferimento al personale sanitario

Decreto Ministeriale della sanità 04 ottobre 1991; vaccinazione epatite B relative a persone appartenenti a categorie a rischio professionale

Decreto Ministeriale della sanità 27 maggio 1991 n° 3; obbligatorietà vaccinazioni epatite B Ministero della Sanità 6 settembre 1989: Linee guid a di comportamento per il controllo delle infezioni da HIV

 

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