Primo maggio colorato di giallo negli ospedali del nuorese. 

 

E' proseguita infatti l'iniziativa degli infermieri aderenti al NurSind che per protestare contro il mancato riconoscimento delle indennità previste per le giornate di lavoro prestate durante una festività infrasettimanale, hanno indossato nuovamente i gilet gialli del dissenso già andato in scena durante le precedenti festività che riportano lo slogan: “Nei festivi lavoro gratis: grazie assessore sanità, grazie direttore generale.

E' da oltre un anno che non riceviamo le indennità dovute, siamo costretti a garantire un servizio essenziale ma non veniamo pagati come il contratto prevede e questo aggrava la condizione di una retribuzione già misera, siamo veramente stanchi. Non è più tollerabile continuare a lavorare in giorni di festa per 17 Euro lordi”, hanno commentato alcuni infermieri.

E' un problema che riguarda tutta la Sardegna” ha proseguito Mauro Pintore, Segretario Territoriale NurSind Nuoro “da oltre un anno siamo penalizzati rispetto ai colleghi di tutte le altre regioni che prendono circa 100 euro per lavorare nelle giornate festive infrasettimanali”. "Si tratta di una illegittima disposizione impartita dalla direzione generale dell'assessorato alla sanità” riconducibile al suo precedente inquilino, dott. Giovanni Maria Sechi, premiato con una posizione di direttore sanitario in Areus Lombardia "che costringe il personale a lavorare percependo la sola misera indennità festiva senza la maggiorazione straordinaria prevista in quanto gli altri dipendenti non sono tenuti a lavorare. Di fatto il personale sanitario presta servizio non retribuito mentre gli altri possono godersi le festività in famiglia". Ha proseguito il Segretario "noi abbiamo già chiesto al giudice del lavoro di Nuoro di procedere con le ingiunzioni di pagamento, le prime sono arrivate e adesso aspettiamo 40 giorni perché l'Azienda Tutela Salute provveda al pagamento" ma sono attive iniziative giudiziarie in tutta la regione promossa dal coordinamento regionale NurSind.

La precedente iniziativa non era passata inosservata e alcuni direttori d'area avevano minacciato ripercussioni, puntualmente sfociate in procedure disciplinari che le commissioni apposite avevano archiviato senza sanzioni perché non erano state rilevate infrazioni di sorta.

Molta curiosità da parte di pazienti e visitatori che hanno solidarizzato con gli infermieri ai quali hanno riconosciuto ragioni da vendere, oltre il merito di aver inscenato una protesta efficace senza le ripercussioni sull'assistenza che si avrebbero in caso di un legittimo sciopero che c'è da giurarci, sarà presto paventato al nuovo assessore alla sanità e al nuovo direttore generale qualora questa giusta rivendicazione e tutte le altre ancora all'ordine del giorno, non troveranno rapida soluzione.

 

Andrea Tirotto

 

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