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Crisi carburante in Campania, allarme per ambulanze e ospedali. NurSind scrive alla Regione

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 22/10/2026

CampaniaNurSind dal territorio

 

Il sindacato scrive alla Regione e ai vertici delle aziende sanitarie: priorità ai mezzi di soccorso, tutela dei lavoratori e un piano straordinario per evitare disservizi. Atteso un riscontro entro 24 ore.


di Giuseppe Provinzano

"La carenza di carburante rischia di trasformarsi da problema dei trasporti a emergenza sanitaria. Perché quando un'ambulanza incontra difficoltà nel rifornimento, un infermiere non riesce a raggiungere il reparto o una consegna di farmaci subisce ritardi, a essere messa in discussione non è soltanto l'organizzazione dei servizi, ma la stessa continuità delle cure.

È su questo scenario che interviene NurSind Campania, chiedendo alla Regione di anticipare le conseguenze della crisi attraverso misure straordinarie, coordinate e valide per tutte le aziende sanitarie".


NurSind scrive alla Regione: «Servono interventi prima che la crisi comprometta i servizi»

CASERTA, 22 OTTOBRE 2026 – La crisi dei rifornimenti di carburante accende l'allarme anche nella sanità campana. Le difficoltà segnalate sul territorio, collegate alle iniziative di fermo dell'autotrasporto, potrebbero avere ripercussioni sull'attività degli ospedali, dei servizi territoriali e del sistema di emergenza.

A sollevare la questione è NurSind Campania, che attraverso una nota ufficiale firmata dal segretario regionale Antonio Eliseo si è rivolto al presidente della Regione, Roberto Fico, al direttore generale per la Tutela della Salute, Ugo Trama, e ai direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere regionali.

Il sindacato chiede l'immediata predisposizione di un piano di intervento capace di garantire la continuità assistenziale anche nell'eventualità di un ulteriore peggioramento delle condizioni di approvvigionamento.

La posizione di NurSind è chiara: occorre una risposta preventiva e coordinata a livello regionale, evitando che ciascuna azienda sanitaria debba affrontare autonomamente una criticità che potrebbe coinvolgere l'intero sistema assistenziale.

Ambulanze, 118 e assistenza domiciliare: i servizi da proteggere

Il primo fronte riguarda i servizi che non possono permettersi interruzioni. Ambulanze, automediche, trasporti sanitari, Pronto Soccorso e attività ospedaliere indifferibili devono poter continuare a operare anche in presenza di limitazioni nella distribuzione del carburante.

L'attenzione di NurSind si estende all'Assistenza Domiciliare Integrata, ai servizi distrettuali, alle strutture residenziali e alla sanità penitenziaria, con particolare preoccupazione per le aree interne, dove le distanze e la minore disponibilità di collegamenti potrebbero amplificare le difficoltà.

Ma il problema non riguarda soltanto i veicoli. Il sindacato richiama anche la necessità di verificare le scorte necessarie al funzionamento dei gruppi elettrogeni e la regolarità delle forniture di ossigeno, medicinali, dispositivi sanitari e alimenti.

Una crisi logistica, se non governata tempestivamente, potrebbe dunque produrre conseguenze sull'intera catena dell'assistenza.

Infermieri e operatori sanitari: il rischio di non raggiungere il posto di lavoro

Un secondo aspetto, altrettanto delicato, riguarda le migliaia di professionisti che ogni giorno garantiscono il funzionamento delle strutture sanitarie.

Le difficoltà di rifornimento, eventualmente aggravate da una riduzione dei collegamenti pubblici, potrebbero impedire a infermieri, ostetriche, OSS e altri operatori di raggiungere regolarmente il servizio.

Su questo punto NurSind chiede indicazioni uniformi e tutele precise, affinché situazioni oggettive e documentate non si traducano automaticamente in conseguenze disciplinari o penalizzazioni economiche.

«Le difficoltà di raggiungimento del posto di lavoro devono essere valutate caso per caso, senza automatismi disciplinari o economici e nel rispetto della normativa vigente».

Il sindacato richiama inoltre la necessità di programmare adeguatamente i cambi turno, garantire i riposi e riconoscere secondo contratto le prestazioni effettivamente svolte oltre l'orario ordinario.

Tra le soluzioni da valutare figurano anche trasporti collettivi per il personale sanitario e modalità di rifornimento dedicate agli operatori impegnati nei servizi essenziali, laddove concretamente realizzabili.

Un coordinamento regionale per prevenire il blocco dell'assistenza

Per NurSind non è sufficiente intervenire quando le criticità si manifestano. Occorre conoscere preventivamente la disponibilità di carburante, l'autonomia dei mezzi sanitari e le eventuali vulnerabilità delle catene di approvvigionamento.

Da qui la richiesta di attivare un coordinamento regionale tra le direzioni generali delle aziende sanitarie, individuando referenti dedicati e procedure comuni.

Il sindacato sollecita una ricognizione delle scorte e l'individuazione di canali prioritari di rifornimento per i mezzi di emergenza, insieme a piani alternativi per assicurare le forniture indispensabili.

Un'organizzazione che, secondo NurSind, deve necessariamente coinvolgere anche le rappresentanze dei lavoratori, chiamate a confrontarsi sulle eventuali modifiche dei turni e sulle misure straordinarie adottate.

Ultimatum di 24 ore per un primo riscontro

La richiesta della Segreteria regionale si conclude con una precisa scadenza: un primo riscontro entro 24 ore dalla ricezione della nota, accompagnato dall'indicazione delle iniziative intraprese e dalla convocazione urgente delle organizzazioni sindacali.

NurSind chiede alla Regione di assumere un ruolo di coordinamento e alle aziende sanitarie di adottare tempestivamente le misure necessarie, con un obiettivo prioritario: impedire che le difficoltà di approvvigionamento compromettano l'assistenza e la sicurezza dei cittadini e dei professionisti.

Il richiamo è anche all'articolo 32 della Costituzione, che tutela il diritto alla salute.

La questione, in definitiva, supera il problema della disponibilità di carburante. Riguarda la capacità del sistema sanitario di affrontare una crisi esterna senza trasferirne le conseguenze sui pazienti e su chi ogni giorno garantisce le cure.

Per NurSind Campania, la prevenzione organizzativa deve arrivare prima dell'emergenza.