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Bonus Mamme 2026, domande aperte all'INPS: fino a 720 euro, requisiti e scadenze

Andrea Tirottodi
Andrea Tirotto
Pubblicato il: 28/10/2026

PrevidenzaProfessione e lavoro

Le domande per il Bonus Mamme 2026 sono aperte dal 20 ottobre 2026 e devono essere presentate entro il 31 dicembre, salvo il caso in cui il diritto maturi proprio a dicembre. Si tratta di un contributo economico di 60 euro al mese, fino a un massimo di 720 euro, destinato alle madri lavoratrici con almeno due figli e redditi da lavoro non superiori a 40.000 euro annui.

 

Cosa prevede la misura

La prestazione è stata disciplinata dall’articolo 1, comma 207, della legge di Bilancio 2026, la legge n. 199 del 30 dicembre 2025. Rispetto alla versione 2025, l’importo passa da 40 a 60 euro per ogni mese, o frazione di mese, di attività lavorativa svolta nel 2026; il tetto annuo sale quindi da 480 a 720 euro.

Non si tratta di un aumento mensile della busta paga: l’INPS accumula le mensilità spettanti e le corrisponde in unica soluzione, normalmente nel dicembre 2026. Se l’istruttoria non si conclude in tempo per l’erogazione di dicembre, il pagamento avviene a partire da gennaio 2027.

 

Chi può richiederlo

Possono fare domanda le madri lavoratrici con almeno due figli, inclusi i figli adottati o in affidamento preadottivo. Per due figli, il più piccolo non deve aver compiuto dieci anni; con almeno tre figli, il limite sale al diciottesimo anno del più piccolo.

La platea comprende lavoratrici dipendenti pubbliche e private, lavoratrici autonome iscritte a gestione previdenziale obbligatoria, professioniste iscritte a casse professionali e iscritte alla Gestione separata. Sono escluse le lavoratrici domestiche.

 

Il limite di reddito

Il requisito economico riguarda i redditi da lavoro della singola richiedente e non l’ISEE del nucleo familiare: la somma dei redditi da lavoro dipendente o autonomo rilevanti per il 2026 non deve superare 40.000 euro.

Per le dipendenti, il reddito si considera al netto dei contributi previdenziali obbligatori trattenuti in busta paga. Non rientrano invece trattamenti come NASpI e DIS-COLL, né le pensioni; possono invece concorrere compensi soggetti a tassazione sostitutiva o agevolata e alcune indennità che sostituiscono la retribuzione.

 

Come funziona la domanda

La richiesta si presenta nel servizio INPS “Nuovo Bonus mamme 2026”, raggiungibile dalla sezione dedicata ai sostegni per genitori. L’accesso richiede SPID di livello almeno 2, Carta d’identità elettronica di livello 3, CNS oppure identità digitale eIDAS.

In alternativa è possibile rivolgersi al Contact Center INPS, allo 803 164 da rete fissa oppure allo 06 164 164 da mobile, oppure a un istituto di patronato. Dopo l’invio, la piattaforma consente di consultare ricevute e provvedimenti, seguire lo stato della pratica e aggiornare le coordinate di pagamento.

Prima di compilare la domanda conviene avere a portata di mano i dati anagrafici e fiscali dei figli, le informazioni sui rapporti di lavoro e sui mesi da richiedere, i redditi da lavoro 2026 e l’IBAN per l’accredito.

 

Scadenze e verifiche

Il termine ordinario è il 31 dicembre 2026. Se il requisito si perfeziona nel mese di dicembre 2026, la domanda può essere trasmessa entro il 31 gennaio 2027; questa proroga non si estende automaticamente a tutte le richiedenti.

L’INPS può accogliere la domanda, accoglierla solo in parte oppure respingerla. In caso di rigetto o accoglimento parziale, la lavoratrice può attivare la richiesta di riesame direttamente online, allegando chiarimenti e documentazione utile.

 

Un punto da non confondere

Il Bonus mamme 2026 va distinto dall’esonero contributivo previsto per alcune madri con almeno tre figli assunte stabilmente. In quel caso, nei mesi coperti dal rapporto stabile, può operare lo sgravio della quota IVS a carico della lavoratrice invece del contributo economico da 60 euro.

Questo significa che una madre di tre figli può ricevere il bonus solo per i mesi in cui non rientra nel perimetro dell’esonero contributivo. Ad esempio, se lavora a termine fino a giugno e viene stabilizzata da luglio, può maturare il contributo per i primi sei mesi, mentre dal mese della stabilizzazione può eventualmente usufruire dello sgravio.

 

Cosa significa in pratica

Il contributo è un sostegno circoscritto, non una misura strutturale per i costi di conciliazione tra lavoro e cura dei figli. Può però rappresentare un aiuto concreto per le famiglie: una lavoratrice con diritto per nove mesi riceverà 540 euro, mentre il massimo di 720 euro spetta solo se le condizioni sono soddisfatte per tutti i dodici mesi del 2026.

La verifica più importante resta quindi quella dei mesi effettivamente riconosciuti e della corretta distinzione tra bonus economico, esonero contributivo e altri sostegni familiari. Presentare la domanda è indispensabile: senza richiesta l’INPS non eroga l’importo.