Prevenire le lesioni da pressione: cosa cambia con le nuove linee guida e come scegliere i materiali
Dalla valutazione del rischio alle medicazioni avanzate: indicazioni pratiche per l’assistenza infermieristica
Autore: Dott. Vito Fazzino – Dirigente delle Professioni Sanitarie
Contributo professionale di aggiornamento
Presentazione di Giuseppe Provinzano
"Prevenire le lesioni da pressione significa intervenire su uno degli aspetti più delicati della sicurezza e della qualità dell'assistenza, attraverso competenze aggiornate, valutazioni tempestive e interventi realmente personalizzati.
L'evoluzione delle conoscenze scientifiche, l'introduzione di materiali avanzati e la disponibilità di nuove tecnologie richiedono ai professionisti sanitari un costante aggiornamento, affinché le raccomandazioni possano tradursi in scelte assistenziali appropriate ed efficaci.
In questo contesto si inserisce il contributo del Dott. Vito Fazzino, Dirigente delle Professioni Sanitarie, che approfondisce le più recenti indicazioni internazionali sulla prevenzione e sul trattamento delle lesioni da pressione, soffermandosi sulla valutazione del rischio, sulla scelta delle medicazioni e sulle opportunità offerte dalle tecnologie emergenti.
Infermieristicamente.it ospita questo approfondimento professionale con l'obiettivo di valorizzare la diffusione delle conoscenze scientifiche e promuovere una cultura assistenziale fondata sulla prevenzione, sull'appropriatezza degli interventi e sulla centralità della persona assistita".
IL CONTRIBUTO DELL'AUTORE
Perché parlarne oggi
28/10/2026 - Le lesioni da pressione (LDP), ancora comunemente chiamate lesioni da decubito, sono un problema assistenziale che può compromettere comfort, autonomia e qualità di vita della persona, prolungare il ricovero e aumentare il carico di cura. La prevenzione non coincide con il semplice cambio di posizione né con l’applicazione di una medicazione protettiva: richiede una valutazione continua, interventi personalizzati e collaborazione tra professionisti.
Un riferimento internazionale aggiornato è la quarta edizione della linea guida “Prevention and Treatment of Pressure Ulcers/Injuries: Clinical Practice Guideline”, pubblicata nell’ottobre 2026 da EPUAP, NPIAP e PPPIA. Il documento affronta, tra gli altri temi, valutazione della cute e dei tessuti, tecnologie di supporto, nutrizione, riposizionamento, superfici di supporto, lesioni dei talloni e lesioni correlate a dispositivi medici. Per la pratica infermieristica, il messaggio centrale è integrare le tecnologie con un piano assistenziale individualizzato.
Valutare il rischio: la scala non sostituisce il giudizio clinico
Scale validate come Braden, Norton o Waterlow possono aiutare a strutturare lo screening, ma il punteggio non deve essere interpretato isolatamente. La valutazione infermieristica considera mobilità, sensibilità, perfusione, stato nutrizionale, umidità, continenza, condizioni generali, precedenti lesioni e presenza di dispositivi. Il rischio va rivalutato quando cambiano le condizioni cliniche, dopo trasferimenti, interventi chirurgici o periodi di immobilità.
L’ispezione della cute dovrebbe prestare particolare attenzione a sacro, talloni, trocanteri, malleoli, occipite e alle aree sottoposte a pressione da maschere, tubi, cateteri o sistemi di immobilizzazione. Nelle persone con tonalità cutanee scure, l’eritema può essere meno evidente: sono importanti anche variazioni di temperatura, consistenza, edema e sensibilità. Un’alterazione sospetta richiede rivalutazione tempestiva e documentazione.
Prevenzione: un insieme di interventi, non un singolo prodotto
Riposizionamento e mobilizzazione
Il riposizionamento deve essere pianificato in base al rischio individuale, alla tolleranza cutanea, alla mobilità spontanea, al comfort, alle condizioni cliniche e alla superficie utilizzata. Non esiste un intervallo temporale identico e adeguato per ogni paziente: frequenza e modalità vanno individualizzate, registrate e rivalutate. Quando possibile, è utile promuovere mobilizzazione precoce e partecipazione della persona ai cambi posturali. Tecniche e ausili appropriati contribuiscono a limitare attrito e forze di taglio.
Scarico dei talloni e superfici di supporto
I talloni richiedono attenzione specifica: occorre verificare che siano efficacemente scaricati e che il dispositivo utilizzato non generi nuove pressioni. Materassi e sovramaterassi ad alte prestazioni, superfici in schiuma progettate per la redistribuzione della pressione, sistemi a pressione alternata e cuscini posturali possono essere utili in base al profilo clinico. Nessuna superficie sostituisce il controllo della cute e il riposizionamento.
Cute, incontinenza e nutrizione
La cute deve essere detersa con prodotti appropriati e protetta dall’esposizione prolungata a urine, feci, sudore e umidità. I prodotti barriera possono aiutare a prevenire la dermatite associata all’incontinenza, ma non riducono da soli la pressione sui tessuti. La valutazione nutrizionale dovrebbe considerare introito, perdita di peso, idratazione e condizioni cliniche; eventuali integrazioni proteico-energetiche vanno individualizzate con i professionisti competenti.
Materiali preventivi: quando possono essere utili
Medicazioni profilattiche in schiuma di silicone
Le medicazioni multistrato in schiuma con silicone morbido possono essere considerate per persone selezionate ad alto rischio, soprattutto in sedi come sacro e talloni. Offrono una protezione aggiuntiva contro attrito e forze di taglio superficiali e contribuiscono alla gestione dell’umidità. Devono però essere usate insieme alle misure standard, non al loro posto. La cute va controllata regolarmente, sollevando o rimuovendo la medicazione secondo le istruzioni del fabbricante e il protocollo locale. Se la medicazione impedisce l’ispezione, perde aderenza o mostra segni di contaminazione, è necessario rivalutarla.
Prima di introdurre un prodotto in modo sistematico, il reparto dovrebbe definire criteri di selezione, modalità di controllo, responsabilità, frequenza delle verifiche e indicatori di esito. È opportuno valutare anche tollerabilità, costi e tempo assistenziale.
Scegliere la medicazione per una lesione già presente
La scelta non dovrebbe basarsi soltanto sul nome commerciale o sulla categoria del prodotto. Vanno considerati profondità e classificazione della lesione, tessuti presenti, quantità di essudato, cute perilesionale, dolore, eventuali segni di infezione, sede anatomica e obiettivi di cura. La tabella riassume gli impieghi generali: le indicazioni specifiche devono sempre essere verificate nelle istruzioni del dispositivo e nei protocolli locali.
| Materiale | Possibile impiego | Attenzioni pratiche |
|---|---|---|
| Schiuma in poliuretano | Gestione di essudato lieve-moderato o maggiore, secondo prodotto e sede. | Controllare saturazione, tenuta e cute perilesionale; non è adatta a ogni lesione. |
| Idrofibra o alginato | Lesioni essudanti; alcuni prodotti sono adatti a cavità selezionate. | Evitare riempimenti compressi; verificare rimozione completa e necessità di medicazione secondaria. |
| Idrocolloide | Lesioni superficiali selezionate con essudato limitato. | Valutare rischio di macerazione, sospetta infezione e necessità di ispezione frequente. |
| Idrogel | Idratazione di tessuti asciutti e supporto allo sbrigliamento autolitico in casi appropriati. | Considerare perfusione, essudato e rischio di eccessiva umidità. |
| Medicazioni antimicrobiche | Situazioni selezionate con indicazione clinica specifica. | Non usare automaticamente per ogni lesione colonizzata; rivalutare indicazione e durata. |
| Terapia a pressione negativa | Lesioni selezionate, spesso complesse, quando indicata dopo valutazione clinica. | Richiede valutazione di controindicazioni, rischio emorragico e strutture esposte. |
Non esiste una medicazione universalmente superiore per tutte le lesioni da pressione. Le medicazioni antimicrobiche non sono indicate automaticamente in presenza di colonizzazione; la decisione va correlata alla valutazione clinica. Dolore crescente, peggioramento della ferita, eritema in espansione, essudato purulento o segni sistemici richiedono una valutazione tempestiva e l’attivazione del percorso clinico previsto.
Tecnologie emergenti: utili se integrate nel percorso
La TERMOGRAFIA e la misurazione dell’umidità subepidermica sono strumenti che possono integrare la valutazione tradizionale in contesti selezionati. Non sostituiscono l’ispezione, il giudizio clinico né la valutazione complessiva della persona. Prima di introdurle, è opportuno definire formazione, procedure, responsabilità e modalità con cui i risultati influenzeranno le decisioni assistenziali.
Cos'è la Termografia e a cosa serve nelle lesioni da decubito?
La TERMOGRAFIA permette un rilevamento precoce (prevenzione): Prima che compaia un rossore evidente o una ferita visibile sulla pelle (Stadio I), la compressione prolungata crea un'ischemia (mancanza di sangue) e un'alterazione del microcircolo che si traduce in una variazione di temperatura nell'area. La termografia può identificare queste "zone a rischio" in anticipo;
Valutazione dell'infiammazione e delle infezioni: Una lesione in fase infiammatoria o complicata da un'infezione batterica mostra tipicamente un aumento locale della temperatura rispetto ai tessuti circostanti.
Controllo della guarigione: Monitorare nel tempo il profilo termico della ferita aiuta a capire se la vascolarizzazione sta migliorando e se il trattamento medico o le medicazioni stanno funzionando correttamente
Documentare per migliorare la qualità
Una documentazione utile dovrebbe riportare sede, dimensioni, profondità quando valutabile, tessuti presenti, essudato, cute perilesionale, dolore, classificazione e piano di trattamento. Le fotografie cliniche possono essere utilizzate soltanto secondo le procedure autorizzate e le regole applicabili in materia di consenso e protezione dei dati. Se la lesione non evolve come atteso, occorre rivalutare scarico pressorio, perfusione, nutrizione, infezione, diagnosi e appropriatezza del trattamento.
A livello organizzativo, possono essere monitorati l’incidenza delle lesioni acquisite durante l’assistenza, la completezza della valutazione del rischio, l’aderenza ai piani di riposizionamento, la disponibilità dei dispositivi e la regolarità delle rivalutazioni. Gli audit devono essere orientati al miglioramento dei processi e non alla sola attribuzione di responsabilità individuali.
Cosa può fare concretamente l’infermiere
Valutare e documentare il rischio all’ingresso e quando cambiano le condizioni cliniche.
Ispezionare sistematicamente la cute, comprese le aree sotto i dispositivi medici.
Concordare un piano individualizzato di riposizionamento, mobilizzazione e scarico dei talloni.
Scegliere superfici e materiali in base al rischio e alle caratteristiche della lesione.
Proteggere la cute dall’umidità e segnalare tempestivamente i segni di deterioramento.
Coinvolgere paziente e caregiver nelle misure preventive compatibili con le condizioni cliniche.
Documentare gli interventi e misurare gli esiti attraverso indicatori condivisi.
Richiedere una valutazione specialistica quando la lesione è complessa o non migliora.
Conclusioni
Le linee guida aggiornate rafforzano un principio essenziale: la prevenzione delle lesioni da pressione è un processo continuo e multidimensionale. Medicazioni profilattiche, superfici avanzate e tecnologie di valutazione possono contribuire alla sicurezza, ma il loro valore dipende dall’integrazione con la valutazione clinica, il riposizionamento, la cura della cute, il supporto nutrizionale e la rivalutazione degli esiti. Per l’infermiere, aggiornare le competenze e utilizzare procedure condivise significa trasformare le raccomandazioni in pratiche assistenziali verificabili, personalizzate e centrate sulla persona.
Bibliografia essenziale
European Pressure Ulcer Advisory Panel (EPUAP), National Pressure Injury Advisory Panel (NPIAP), Pan Pacific Pressure Injury Alliance (PPPIA). Prevention and Treatment of Pressure Ulcers/Injuries: Clinical Practice Guideline. 4th ed. 2026. Disponibile su: internationalguideline.com/the-international-guideline (consultato il 23 ottobre 2026).
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