La ginnastica vescicale prescritta prima della rimozione del catetere è una pratica inutile e dannosa.

Dovrebbe essere ormai evidenza scientifica assodata da almeno un decennio, eppure c’è ancora qualche medico che la prescrive e qualche infermiere che non sa come argomentare il rifiuto a mettere in atto una pratica dannosa.

La “ginnastica vescicale” era ritenuta un baluardo per prevenire i rischi di disuria e ritenzione urinaria acuta dopo la rimozione del catetere vescicale.

Oggi però la tecnologia mette a disposizione dell’infermiere il bladder scanner, una scansione ad ultrasuoni che permette di valutare in maniera non invasiva la stima del volume vescicale in ml.

Il bladder scanner può essere usato come:

  • Alternativa al catetere vescicale per la misurazione del volume urinario
  • Valutare la ritenzione urinaria acuta nel post-operatorio
  • Valutare il volume vescicale nei pazienti con ritenzione urinaria
  • Verificare lo svuotamento vescicale post minzionale dopo la rimozione del catetere.

 

Di seguito quindi le evidenze scientifiche elaborate dall’EBN di Bologna sul perché la ginnastica vescicale sia inutile.

La ginnastica vescicale è una pratica inutile e dannosa basata su un razionale smentito dalla fisiologia della minzione. Ricerche condotte in merito alla sua diffusione in Italia hanno dimostrato che essa deriva probabilmente da un errore di traduzione dall’inglese Bladder training (allenamento della vescica)

Con il termine ginnastica vescicale ci si riferiva a metodiche di rieducazione alla minzione che niente hanno a che fare con questa pratica che è assolutamente da evitare.

La ginnastica vescicale si realizza chiudendo ad intervalli il flusso del catetere vescicale mediante l’apposizione di un tappo o mediante il clampaggio del sistema di raccolta.

L’obiettivo per il quale essa è praticata è rappresentato dal tentativo di riabituare la vescica a riempirsi periodicamente in modo da ripristinare la continenza alla rimozione del catetere.

Tale pratica è stata da tempo messa in discussione per diversi motivi:

1. se il catetere viene chiuso più volte durante la giornata (spesso con lo stesso tappo) si determina una stasi di urina all’interno della vescica, che può aumentare l’incidenza delle infezioni urinarie;

2. il muscolo detrusore della vescica non esegue nessuna forma di “ginnastica” quando il catetere rimane in situ perché lo svuotamento dell’urina avviene per drenaggio e non per contrazione dello stesso muscolo;

3. la ginnastica vescicale non assicura la “correzione” dell’incontinenza.

Essa viene garantita dalle strutture sfinteriali e dalla muscolatura del piano pelvico perineale sia nell’uomo che nella donna: tali strutture muscolari non possono essere esercitate solo mediante il semplice riempimento della vescica. Per il miglioramento del loro tono sono raccomandati interventi riabilitativi specifici, come gli esercizi per la muscolatura pelvica, il biofeedback, l’uso dei coni vaginali, la stimolazione elettrica del pavimento pelvico (per un approfondimento si rimanda alla scheda n°1, L’incontinenza urinaria).

Per questi motivi possiamo dire che la vescica dei pazienti non risente della ginnastica vescicale. Da un esame della letteratura emerge inoltre che: “….si è impiegato, erroneamente, il termine “rieducazione vescicale” intesa come “ginnastica vescicale” per indicare un’ampia varietà di tecniche comportamentali.”

Cosa fare quindi alla rimozione del catetere?

  • Rimuovere il catetere
  • Aspettare che il paziente abbia lo stimolo ad urinare
  • Verificare con il bladder scanner il volume vescicale con cui il paziente ha lo stimolo ad urinare
  • Il paziente urina
  • Valutare con il bladder scanner il residuo vescicale post minzionale. Se è minore di 50 ml la minzione è stata efficace, se è maggiore avvisare il medico per la valutazione urologica.

 

da: Regione Emilia Romagna AZIENDA OSPEDALIERA DI BOLOGNA Policlinico S. Orsola-Malpighi DIREZIONE DEL SERVIZIO INFERMIERISTICO CENTRO STUDI EVIDENCE BASED NURSING 

da: Disuria dopo la rimozione del catetere vescicale, come gestirla con il bladder scanner

De Simone Andrea Brachelenete Carlo De Pasquale Alessandro