"Dopo circa 70 giorni o poco più finalmente il San Camillo prova a mettere fine al forte ritardo sulle riaperture delle Unità Operative precedentemente chiuse per l’attuazione dell’oramai annuale e tristemente noto piano riduzioni estive 2018".

Il NurSind di Roma, attraverso una nota a firma del Segretario Stefano Barone, inerviene sulla non programmazione da parte dell'Azienda San Camillo di Roma.

"Quello che doveva essere un “piano” per permettere di usufruire delle ferie estive al personale Infermieristico, - scrive nella nota il segretario Barone - a causa degli organici cronicamente carenti di turnisti h24, si era rivelato nel tempo una vera e propria chiusura tout-court a scapito dell’utenza. Mentre la Chirurgia Pediatrica ha aperto la settimana scorsa (l’apertura era prevista secondo il piano per il 15 settembre) con gli infermieri della stessa Pediatria messi in precedenza a disposizione per sigillare le cronicità di infermieri h24, la Pneumologia (o quello che sarà) aprirà con l’aiuto del personale proveniente da Villa San Pietro“. 

"Siamo ovviamente solidali con i lavoratori di “Villa San Pietro” per la loro attuale difficile congiuntura lavorativa, - afferma Barone - ma a questo punto, per la semplice proprietà transitiva le domande sono d’obbligo: quando i colleghi di Villa San Pietro torneranno nella loro struttura originaria l’Unita Operativa Pneumologica chiuderà di nuovo?In caso di straordinari o ordini di servizio non rari nel nosocomio, come verrà gestito il personale privato?

Quanto risparmia economicamente l’Azienda aprendo di fatto un reparto con 2/3 del personale non retribuito dal San Camillo?"

Il NurSind parla di una ennesima nota negativa, data dalla mancanza di informazione che ha accompagnato le riaperture tardive delle 2 (due) Unita Operative segnando cosi una grave mancanza di rispetto sia verso i lavoratori e sia verso l’utenza afferente all’Ospedale.

"Purtroppo, - conclude Stefano Barone - il dilemma vero per i dipendenti e la cittadinanza è la gestione globale di un “piano riduzioni posti letto” che, come tutti gli anni, in estate prevede la chiusura parziale o totale di diverse Unità Operative che spesso non riaprono nei tempi e a volte anche nei modi creando di fatto difficoltà all’interno di un Pronto Soccorso già usualmente oltre il livello di guardia. Ed è ’ proprio con queste misure “spot” che si creano quelle situazioni di emergenza che nulla hanno a che fare con quella “programmazione” tanto dichiarata in più sedi".