“Come Sindacato esprimiamo il proprio dissenso a tale iniziativa, ovvero l’utilizzo di infermieri assunti attraverso le agenzie interinali in quanto tale modalità di “arruolamento” può alimentare fenomeni di clientelismo, accresce la precarizzazione del lavoro e favorisce condizioni di discriminazione a danno dei colleghi infermieri interinali”, a parlare è Paolo Scaramuccia, segretario territoriale NurSind, opponendosi alla decisione della Direzione dell’Azienda Ospedaliera S. Maria di Terni di prorogare, tramite delibera aziendale, l’utilizzo del personale infermieristico interinale, bocciata, come scelta aziendale, anche dall’Assessore Regionale alla Salute alla rappresentanza di NurSind Umbria, accolta in regione solo qualche settimana fa.

Il NurSind di Terni, continua Scaramuccia, ritiene che sia da privilegiare l’individuazione del personale infermieristico necessario mediante assunzioni attraverso avvisi pubblici e procedure concorsuali; tali modalità avviate ma con colpevole ritardo dall’azienda, mettono in evidenza quella che riteniamo essere una cattiva gestione nella programmazione delle necessità di risorse umane da parte della dirigenza del nosocomio ternano”.

L’utilizzo di infermieri assunti con contratti interinali è una consuetudine diffusa, adottata in numerose realtà. Scelta giustificata dalla politica e dalla Dirigenza, con le seguenti motivazioni:

  • consente di acquisire infermieri rapidamente, anche per pochi giorni;
  • le spese derivanti dall’ingaggio non gravano sui costi del personale ma sulla voce “beni e servizi” (in pratica è come se si acquistassero attrezzature o biancheria);
  • un risparmio sul costo del lavoro è solo teorico poiché è assorbito dalle provvigioni della intermediazione dell’agenzia di somministrazione se non, addirittura, superato con conseguente danno erariale e sociale.

 

Riteniamo inoltre, come l’impropria modalità di reperimento del personale infermieristico risulti essere lesivo dei diritti del lavoratore, sicuramente poco qualificante per l’Azienda (che non seleziona direttamente il dipendente, con serio rischio di assumere personale non idoneo al contesto) e potenzialmente dannoso per cittadini ed utenti”, conclude Scaramuccia.