Giannoni (Nursind), “Grave carenza tra infermieri e operatori socio sanitari: a Firenze e Pisa
le situazioni più pesanti. Serve una programmazione regionale per nuove assunzioni”

 

 

Firenze, 6 giugno 2019 – “Nel sistema sanitario toscano mancano oltre 2.100 unità tra infermieri e operatori socio sanitari: serve una programmazione regionale di lungo periodo per incrementare le assunzioni”. A lanciare l’allarme è Giampaolo Giannoni, segretario regionale Nursind, sindacato autonomo degli infermieri, a pochi giorni da un incontro con l’assessore alla sanità Stefania Saccardi.

“In Toscana il rapporto tra infermieri e pazienti è di 1 a 12 – sottolinea Giannoni – una media che ci pone ben al di sopra di quella europea e sopra quella considerata ideale, pari a un infermiere ogni 7 pazienti”.

Le carenze più pesanti si verificano all’ospedale di Careggi (Firenze), dove si registra un rapporto infermiere/paziente di 1 a 14, e nell’area di Pisa. “A Careggi siamo sotto di organico per 200 infermieri e 300 oss, mentre nell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Pisa mancano 90 infermieri e 300 operatori socio sanitari”. Sempre nell’area corrispondente all’ex Asl di Pisa sarebbero necessari altri 40 infermieri e 60 oss. Stesse cifre per l’ex Asl di Lucca e quella di Prato.

Non va molto meglio nell’area dell’ex Asl 10, attualmente Toscana Centro, dove il rapporto infermiere/pazienti oscilla tra 1 a 9 dell’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze, dove comunque sarebbero necessari 10 infermieri e 30 oss, e l’1 a 13 dell’Ospedale di Borgo San Lorenzo, dove le carenze sono di 30 e 50 unità rispettivamente sotto il profilo di infermieri e operatori. Al San Giovanni di Dio sarebbero necessari 20 infermieri e 50 oss, mentre a Ponte a Niccheri ne servirebbero rispettivamente 25 e 50. E’ sotto di 50 unità complessivamente anche l’ex Asl 11 di Empoli, così come l’area di Pistoia.

I dati aggregati dell’Asl Toscana Sud Est (province di Arezzo, Siena e Grosseto) parlano invece di un rapporto medio di un infermiere ogni 12 pazienti e di una carenza di 200 infermieri e 300 operatori socio sanitari.

“Queste stime non tengono conto di aspettative, limitazioni, legge 104, che incidono notevolmente sugli standard – chiarisce Giannoni – né comprendono il turn over per la quota 100. Si riferiscono solo ai presidi ospedalieri e mettono in evidenza il reale fabbisogno di personale necessario al fine di mantenere i livelli di sicurezza sui servizi esistenti per le cure a bassa intensità: parliamo complessivamente di 770 infermieri e 1.340 operatori sociosanitari da integrare”.

Cifre poste al centro dell’incontro con Stefania Saccardi. “Abbiamo apprezzato la disponibilità dell’assessore al Welfare – dichiara il segretario regionale del Nursind – e l’apertura su un altro tema che ci sta particolarmente a cuore: l’implementazione della figura dell’infermiere di famiglia, ruolo intermedio che permetterebbe di rendere il sistema sanitario più efficiente. La delibera c’è, adesso è questione di darle le gambe, attraverso opportune risorse economiche”.

“Da parte nostra – conclude Giannoni – andremo avanti su questa linea, così come sulle nuove assunzioni e sulla valorizzazione degli infermieri in ambiti e aree diverse del sistema: i lavoratori devono avere pari dignità”.