"Le linee guida inviate questi giorni dal ministero della Salute alle Regioni sono a dir poco preoccupanti. Quando chiedevamo una soluzione per i problemi che si vivono ogni giorno ai pronto soccorso, non avremmo mai pensato che il problema della carenza di medici sarebbe stato risolto delegando le responsabilità al personale infermieristico". È quanto affermato in una nota Alessandro Garau, segretario nazionale del sindacato Coas medici dirigenti.

E’ stato trasmesso alle Regioni il documento definitivo sulle Nuove linee guida del Pronto Soccorso, elaborato dal Tavolo di lavoro istituito al Ministero della Salute che accoglie le richieste degli Enti locali e che ora è pronto per il via libera in Stato-Regioni.

Un documento questo che, amplia il ruolo degli infermieri, e che sembra non trovare il beneplacito del Coas medici, che avvertirebbero uno scippo di competenze, paventando l’abuso di professione?

 

Vediamo in breve cosa prevedono le linee guida in merito al ruolo degli Infermieri:

 

Triage: il Triage in Pronto Soccorso “è una funzione infermieristica effettuata da personale con appropriate competenze e attuata sulla base di linee guida e protocolli in continuo aggiornamento. L'infermiere di Triage è dotato di autonomia professionale, in relazione alle competenze acquisite durante il corso di formazione, può essere specificatamente autorizzato alla somministrazione di alcuni farmaci, all'esecuzione di prelievi ematici ed all'inizio di trattamenti, qualora queste attività siano previste da protocolli interni.

 

Percorsi rapidi (Fast Track, See and Treat)
Il See and Treat è un modello di risposta assistenziale alle urgenze minori che si basa sull’adozione di specifici protocolli medico-infermieristici condivisi per il trattamento di problemi clinici preventivamente definiti. Il paziente viene preso in carico in una determinata area del pronto soccorso dall’infermiere in possesso di formazione specifica che applica le procedure previste da protocolli condivisi e validati, assicura il completamento del percorso e può essere specificamente autorizzato alla somministrazione di alcuni farmaci. Si tratta di un modello di risposta assistenziale alle urgenze minori di pertinenza mono specialistica.

 

Triage pediatrico:particolare attenzione dovrà essere dedicata alla rilevazione e al trattamento del dolore pediatrico. Per questo motivo, dovranno essere disponibili ed utilizzate, correttamente e costantemente, dall’infermiere addetto al triage le scale validate del dolore pediatrico, specifiche per fasce d’età.

 

OBI: Per un modulo di 5-8 postazioni, si indica come dotazione minima la presenza di una unità infermieristica nelle 24 ore e di una unità medica per almeno 8 ore diurne non continuative. Nelle ore notturne la presenza del medico è assicurata dal personale in servizio presso il Pronto Soccorso. Per quanto riguarda il personale di supporto, è altresì indicata la presenza di una unità di OSS nelle 12 ore diurne; nelle ore notturne tale risorsa può essere condivisa con il P.S.

 

Bed management:  la funzione di Bed Management mira all'ottimizzazione dell’utilizzo della risorsa "posto letto" Al momento non c'è un unico modello di riferimento per la funzione di Bed Management, in quanto ogni realtà deve rispondere con proprie risorse umane, logistiche e tecniche, tuttavia tale funzione rappresenta un'espressione di integrazione professionale medico-infermieristica nell'ambito di un team i cui componenti devono possedere le seguenti caratteristiche: la conoscenza approfondita dell'ospedale e la conoscenza delle esigenze operative, al fine di garantire la massima integrazione tra i percorsi di urgenza e quelli programmati.

 

Un ampio ruolo agli infermieri dunque che ancora una volta viene demonizzato dai sindacati dei medici.

Dura la posizione di Garau, che sottolinea: “l'Osservazione beve intensiva (Obi) a completa gestione infermieristica, con il medico presente per soli 60 minuti al
giorno, e l'assegnazione delle priorità del Triage sotto la responsabilità infermieristica sono una ricetta pericolosa per tutti: per i medici, per gli infermieri ma soprattutto peri pazienti, che possono pagare con la vita un errore clinico
”.

 

Come nella vicenda del servizio territoriale del 118, gli ospedali di comunità ed ancora dell’infermiere di famiglia, i sindacati medici sono pronti a gridare all’abuso, creando pericolosi allarmismi che producono un maggiore imbarbarimento della popolazione che quotidianamente non manca di sfogare rabbia e frustrazione su quelli che sono i primi bersagli mobili, gli infermieri del triage.

Ancora una volta dietro la “preoccupazione per la salute pubblica” si celerebbe invece la paura di un’invasione di campo da parte degli infermieri, il cui processo di acquisizione di competenze è ormai avviato, e non basteranno questi tentativi di boicottaggio a fermarlo.

 

da AdnKronos