“Dopo la causa vinta da NURSIND a Pordenone, dove il giudice ha sentenziato che la tassa di iscrizione all’ordine debba pagarla l’azienda, tanti sindacati si sono scatenati (facendo propria una vittoria di NurSind) inoltrando richieste (vane) di risarcimento alle aziende”, esordisce così Salvatore Lo Presti, segretario territoriale NurSind Alessandria, che continua, stilando una serie di brevi chiarimenti agli infermieri, affinché non si lascino ingannare da false promesse:

1 - nessuna azienda renderà un centesimo se non obbligata un giudice; le sentenze in Italia non fanno giurisprudenza

2 - perché un giudice obblighi l’azienda a pagare la quota OPI bisogna fare causa (e vincerla)

3 - ad Alessandria abbiamo fatto causa nel 2014 e al momento in primo grado e appello ci hanno dato torto, siamo in attesa della cassazione

4 - la sentenza di Pordenone è positiva, ma è un primo grado, e verrà appellata dall’Azienda

5 - non è detto che in appello la sentenza sia confermata. Se non lo fosse, eventuali risarcimenti sarebbero richiesti indietro ai lavoratori

6- come ci insegnano le tante cause vinte da NurSind sul cambio divisa, per andare in causa con ottime probabilità di vincere è meglio che ci sia almeno un pronunciamento positivo della Cassazione (che ad oggi per la tassa OPI per gli infermieri non c’è)

7- deve essere chiaro a tutti che è il lavoratore che deve far causa all’azienda, perché il diritto è del lavoratore e non del sindacato. Certo NurSind metterà (se dovremo fare quel percorso) a disposizione degli iscritti gli avvocati.

È curioso che qualcuno scriva su battaglie effettuate dal NURSIND

10 - STIANO TRANQUILLI I COLLEGHI ISCRITTI A NURSIND CHE QUANDO SARÀ IL MOMENTO LA SEGRETERIA DI ALESSANDRIA LI INFORMERÀ DEI PASSI DA FARE PER INIZIARE IL PERCORSO DI RICHIESTA DEL RISARCIMENTO.