Si è appena concluso a Napoli stazione marittima il XV congresso nazionale Aiuc onlus associazione italiana ulcere cutanee, in programma dal 3 ottobre.

Ogni due anni Aiuc convoca i suoi stati generali per fare l’analisi dello stato dell’arte; un tema, quello delle lesioni cutanee, rispetto al quale va sempre più consolidandosi l’idea che l’ulcera non possa più essere considerata solo il “sintomo” di un’altra malattia.

I pazienti colpiti affetti sono in costante aumento e se rispetto alle patologie primitive il servizio sanitario nazionale ha percorsi definiti, riguardo l’ulcera molto c’è ancora da fare, nonostante alcune regioni abbiano cominciato a comprendere che investire nei percorsi diagnostico terapeutici assistenziali, sia l’unica strada per invertire il ciclo antieconomico che si apre con una lesione cutanea.

Curare un’ulcera è infatti estremamente costoso, impone tempi di guarigione ancora molto lunghi e mette a nudo la totale o quasi disorganizzazione delle regioni italiane e di ogni singola asl. In particolare è ancora molto critica l’area dei percorsi ospedalieri e territoriali, così che il paziente, dopo aver vagato da una farmacia all’altura, da un servizio e uno specialista all’altro, quando va bene, arriva nelle mani di un vulnologo che prende in carico il caso. Quando va bene appunto, perché i servizi appositamente costruiti ed organizzati secondo le migliori evidenze, continuano ad essere frutto dell’ostinazione di qualcuno più che un tassello strategico tra i servizi essenziali.

L’aspetto organizzativo ed il raccordo ospedale territorio continua ad essere la prateria infinita in cui tutto risulta ancora da costruire.

Ed è proprio in questa prateria che la sensibilità infermieristica può trovare sbocchi professionali e occupazionali dal potenziale infinito. Perché un dato è emerso chiaramente nella quattro giorni di lavoro: il ruolo dell’infermiere nella gestione delle ulcere è di fondamentale importanza all’interno del team multidisciplinare. E non potrebbe essere diversamente visto che la presa in carico del paziente ritaglia uno spazio all’attività infermieristica costante e continua. Le lesioni hanno infatti tempi di guarigione relativamente molto lunghi ed il setting dei controlli è affidato alla figura infermieristica che di volta in volta attiva il professionista specifico tra quelli del team. E se non bastassero medicazioni e bendaggi, il tema della prevenzione apre ventagli operativi di amplissimo respiro.

 

Il congresso ha coinvolto professionisti giunti da tutta Italia e si è sviluppato in sessioni plurime contemporanee così che ognuno poteva costruire il percorso formativo e di aggiornamento più adatto alle proprie esigenze.

Importante presenza delle case produttrici di ausili, medicazioni e quant’altro che hanno sostenuto workshop a tema per nulla scontati e supportati dalle evidenze emerse negli studi clinici svolti nelle unità operative.

Sessioni tematiche ma anche corsi ecm nella giornata precongressuale, hanno completato il quadro dell’offerta.

Degna di nota la sessione internazionale che ha visto impostanti contributi in capo ai nuovi orizzonti di cura e quella dedicata alle rappresentanze delle associazioni dei cittadini che hanno potuto offrire il loro punto di vista e convenire sulla necessità di creare una rappresentanza unitaria che abbia un peso maggiore nell’opera di sensibilizzazione politica, necessaria perché le difficoltà quotidiane vissute dai cittadini alle prese tra burocrazia, percorsi e presidi, trovi una risposta più rapida e univoca.

Aiuc ha colto l’occasione anche per eleggere i membri dei suoi organi statutari i cui risultati saranno pubblicati prossimamente.

 

Appuntamento a Roma nel 2021 con l’augurio che l’interesse sul tema sia sempre crescente e praticato da infermieri preparati e competenti di cui c’è molto bisogno.

 

Andrea Tirotto