Undicimila pagine istituzionali, documenti ufficiali, selezionati, analizzati e decifrati.

È quanto compiuto da Giuliano Bugani, documentarista e scrittore, e riportato nel suo libro Saccheggio sanità.

Venti capitoli in 240 pagine, nove regioni esaminate, interviste a sindacati confederali e a sindacati di base, documenti segreti resi pubblici, nomi, numeri, elenchi di ospedali in corso di smantellamento, un piano studiato a tavolino che ha come proposito quello di distruggere una delle più grandi conquiste del dopoguerra: la Sanità pubblica.

Il progetto di distruzione, secondo quanto documentato da Bugani, avrebbe avuto inizio in un Accordo, il Trattato di Marrakech, sottoscritto nel lontano 15 aprile 1994; un accordo economico in apparenza, ma che nasconderebbe in un “Allegato” il metodo smantellamento della sanità pubblica.

Dalla chiusura dei punti nascita alla creazione delle Case salute, la distruzione della sanità sembrerebbe passare, secondo l’autore, anche dai contratti collettivi, con una grossa responsabilità a carico dei sindacati e nello specifico a carico dei sindacati confederali.

Ed è su questo capitolo del libro che mi soffermerò brevemente.

La politica che attua leggi truffa sullo smantellamento della Sanità pubblica ha bisogno di colonne portanti, perché con il tempo il popolo intuisce e reagisce; ma se queste leggi truffa vengono presentate ai cittadini, attraverso il sindacato, come riforme migliorative, il gioco è fatto: le leggi truffa verranno accettate come un miglioramento della propria condizione.

Parliamo di come i sindacati confederali, prima in via sperimentale e volontaria e poi in maniera obbligatoria, abbiano inserito nei contratti collettivi nazionali, il fondo sanitario integrativo, favorendo la sanità privata.

E’ quindi il Sindacato la colonna invisibile che attuerebbe il progetto di smantellamento dello stato sociale, ed i sindacati che avrebbero aperto a questo progetto sono CGIL, CISL e UIL.

Questi infatti avrebbero sottoscritto contratti collettivi nazionali di categoria, includendo forme di previdenza privata in tema di sanità:

CCNL industria chimica 2015

“… il lavoratore dichiara la propria volontà di aderire a FASCHIM … il lavoratore associato al Fondo potrà decidere di iscrivere il proprio coniuge/convivente e figli a carico…”.

Secondo Bugani, volontarietà è la parola chiave di un meccanismo ingannevole, diversamente l’obbligatorietà di fatto ed improvvisa avrebbe aperto una stagione di rifiuti e di scioperi, mentre la volontarietà è l’esca alla quale hanno abboccato milioni di lavoratori, con il risultato di tagliare il diritto alla Sanità pubblica sostituendola con i fondi integrativi.

Il miraggio di una previdenza integrativa, ed il fatto che questa parta dai sindacati, genererebbe la convinzione che si tratti di una conquista e non di una sconfitta, che nasconde tra le trame della sua pericolosità quella di consegnare ad enti e strutture sconosciute, dati sensibili delle proprie patologie.

Ma non è il solo modo in cui avrebbero contribuito allo smantellamento della sanità, basti pensare a come da decenni appoggino una politica che ha bloccato il turnover di infermieri e medici, aumentando i carichi di lavoro, generando stress, conflitti e conseguenti disservizi: carenza di personale sanitario, implosione dei pronto soccorso, taglio dei posti letto, l’allungamento delle liste di attesa.

Risultato? L’avanzare della sanità privata a grandi passi a colmare i gap della pubblica, e solo per chi ne ha possibilità economica, producendo rinunce alle cure per tutti gli altri.

Un libro che racconta quindi quello che è sotto gli occhi di tutti, ma anche e soprattutto risvolti celati ai più: un disegno politico che mira a distruggere la sanità pubblica attraverso una gerarchia di rappresentanti istituzionali di tutte le componenti politiche e figure dirigenziali disponibili a eseguire ordini di smantellamento.