Altavilla (Nursind): «Situazione grave. La parola d'ordine dev'essere il cambio del contratto. I soldi ci sono»

 

La situazione che si sta registrando nelle case di riposo di Pordenone è grave: a Casa Serena, per ovviare ai licenziamenti e sopperire alla carenza di personale, oltre alla rinuncia ai riposi, è stata messa in atto una riorganizzazione dell'assistenza imposta dalla direzione senza un consulto dei professionisti.

Questa manovra dovrebbe rappresentare una razionalizzazione delle risorse, che contempla un continuo ricircolo degli infermieri tra un nucleo e l'altro della casa di riposo. In realtà, porta a una depersonalizzazione delle cure in un contesto in cui l'anziano fragile, pluripatologico, con quadro clinico complesso e spesso instabile, ha invece bisogno di avere punti di riferimento stabili. 

 

In tale quadro, il fenomeno del fuggi fuggi sta assumendo dimensioni sproporzionate, come ha messo in evidenza il segretario regionale del Nursind Gianluca Altavilla: si pensi che l'ultimo infermiere è rimasto al lavoro tre giorni.

 

Ma cosa è necessario fare affinché si registri un cambio di rotta?

«Bisogna rendere appetibile l’azienda ai professionisti dal punto di vista sia economico sia organizzativo - ha osservato Altavilla -. In quasi tre anni di contratto pubblico, abbiamo assistito alla fuga degli infermieri verso aziende pubbliche che stipulano contratti “comparto sanità”: questo ha comportato, per il mantenimento della continuità assistenziale, il ricorso a liberi professionisti che ha avuto come conseguenze da un lato l'aumento dei costi e dall’altro una frammentazione della continuità assistenziale, tassello importante per il paziente anziano».

 

Quanto alla questione contrattuale,  quelli applicati a infermieri e fisioterapisti (comparto regioni e autonomie locali) non risultano consoni secondo Altavilla. «E' assodato che nelle strutture residenziali il contratto da applicare è quello del comparto sanità - ha rilevato il sindacalista -. Sul fronte della sostenibilità del progetto, è da evidenziare che il finanziamento erogato dall’Azienda assistenza sanitaria 5 Friuli occidentale  è di 1.347.943,88 euro. Una somma che  consentirebbe, nell’immediato, il passaggio da contratto enti locali a comparto sanità».

 

I professionisti in servizio sono 33 (28 infermieri e 4,5 fisioterapisti) e il costo di un professionista con oneri riflessi è di 38 mila euro. «Dividendo il finanziamento per il costo del personale emerge una pianta organica di 35 unità tra infermieri e fisioterapisti - ha concluso Altavilla -. Non va dimenticato che nella maggior parte delle case di riposo  della regione applicano il contratto nazionale del  comparto sanità. Chiediamo quindi al nuovo consiglio di amministrazione di dare avvio alla procedura di modifica del contratto e mettere in atto una nuova organizzazione dell’assistenza da parte della direzione».