Gli esiti legati all’assistenza infermieristica o Nursing Sensitive Outcomes sono classificati in tre categorie:

  • Eventi avversi
  • Benessere
  • Soddisfazione del paziente.

L’entità degli esiti dipende dal rapporto Infermiere/paziente, così come evidenziato dal RN4Cast, che fissa 1 a 6 il rapporto ideale per erogare un’assistenza che garantisca sicurezza al paziente.

I risultati ci mostrano che, ad ogni paziente in più gestito da un infermiere, il rischio di mortalità a 30 giorni dalla dimissione, aumenta del 7%, mentre all’aumento del 10% di infermieri in possesso di formazione accademica, il rischio di mortalità si riduce del 7%. 

 

Tra gli esiti negativi legati all’assistenza, che dovrebbero guidare le politiche manageriali alla riorganizzazione del personale, ci sono le cadute e le ICA.

 

Le ICA

Le ICA sono infezioni correlate all’assistenza acquisite in ospedale, che non erano manifeste clinicamente né in incubazione al momento dell’immissione e che si manifestano dopo 48 ore dal ricovero, durante la degenza e dopo le dimissioni.

In Europa, solo nelle terapie intensive si stimano 3 milioni di ICA all’anno.

Su un totale di 15 mila ICA abbiamo in percentuale:

  • Polmonite, 19,4%
  • Infezioni sito chirurgico, 19,6%
  • Infezioni vie urinarie, 19%
  • Infezioni torrente ematico, 10,7%
  • Infezioni tratto gastro intestinale, 7,7%

 

Lo studio

La revisione della letteratura qui presa in esame e pubblicata sulla rivista Assistenza Infermieristica e Ricerca, ha come obiettivo quello di valutare la relazione tra le caratteristiche dello staff infermieristico e le ICA nei diversi reparti Ospedalieri.

 

I risultati

. La variabile di staffing maggiormente studiata è stata il numero di ore di assistenza infermieristica per ogni paziente (RNHPPD). Anche il rapporto numerico infermiere/paziente, il clima organizzativo e i livelli di formazione infermieristica avanzata, sono stati associati alle infezioni. Dagli studi emerge che le polmoniti, incluse le VAP e le UTI, rappresentano due esiti di particolare interesse: se una maggiore quota di tempo-infermiere è protettiva nei confronti dell'insorgenza di tutte le infezioni indagate, lo è in particolare nelle infezioni delle vie urinarie. Maggiore è il numero di pazienti in carico a ciascun infermiere, più probabile è l'insorgenza di infezioni nosocomiali in area chirurgica e VAP in terapia intensiva.

Anche le infezioni, come altri esiti, sembrano dipendere in modo diretto dalla presenza e dal numero di infermieri. Il monitoraggio degli esiti sensibili alle cure infermieristiche, anche in Italia, dovrebbe costituire parte integrante della normale pratica clinica per la valutazione degli interventi di assistenza negli ospedali per acuti, come avviene nei sistemi sanitari avanzati. Sebbene la qualità e la sicurezza delle cure sia riconosciuta come una sfida interprofessionale, nell'ambito di questa sfida è stato dimostrato che alcune tipologie di outcome sono sensibili e dipendono dall'assistenza infermieristica.

La misurazione degli esiti sensibili alle cure infermieristiche, comprese le infezioni correlate all'assistenza, consentirà di migliorare la sicurezza delle cure, la responsabilità del personale sugli esiti, la cultura della valutazione e di produrre informazioni utili al management infermieristico per prendere decisioni sull'organizzazione delle cure e di intraprendere un dialogo costruttivo sulle pratiche sicure.

 

Tratto da:

 

Esiti sensibili alle cure infermieristiche

e staffing: le infezioni correlate

all’assistenza. Revisione della letteratura

 

Matteo Seligardi,1 Erika Bassi,2 Maria Mongardi3

1Direzione Professioni Sanitarie, Ricerca /EBP, Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare-Area Critica, AO-IRCCS Reggio Emilia

2Direzione delle Professioni Sanitarie, Sviluppo Modelli Organizzativi, AOU Ferrara

3Direzione Generale Cura della Persona, Sanità e Welfare - Servizio Assistenza Ospedaliera, Regione Emilia-Romagna