Un nuovo unanime grido lo lanciano gli infermieri dell’Azienda sanitaria Bassa Friulana-Isontina: #IOINFERMIERENONCISTO’.

L’importante lavoro svolto dai segretari provinciali del Nursind Udine, Afrim Caslli e di Gorizia Luca Petruz; con la collaborazione della Direziona Nazionale con il suo componente Stefano Giglio; ha visto nei giorni scorsi la dichiarazione dello stato di agitazione del personale infermieristico depositato presso le prefetture di Udine e Gorizia.

Siamo in attesa della prima convocazione ufficiale dinnanzi ai Prefetti provinciali per poter esprimere in maniera determinata e concreta tutte le problematiche che ricadono sul personale infermieristico dei 4 ospedali e del territorio.

E’ di queste ore inoltre la decisione da parte del personale infermieristico del pronto Soccorso di Palmanova di mettere alcuni paletti alle attività quotidiane per porre un freno alla disorganizzazione che regna sovrana.

Infatti dopo un incontro fiume avvenuto fra il personale infermieristico ed il Nursind, gli infermieri hanno dato mandato ai rappresentanti sindacali di informare i vertici aziendali e la popolazione che a partire da domani, 4 giugno 2016, non effettueranno più i percorsi brevi e non svolgeranno le procedure di chiusura dei verbali che restano in capo ai dirigenti medici del pronto soccorso, non svolgeranno più il portantinaggio dei pazienti non critici dal pronto soccorso verso i servizi per le consulenze e non si effettueranno più trasporti di campioni ematici verso il laboratorio di analisi. Il grido #IOINFERMIERENONCIST0’ porta in evidenza tutte quelle attività demansionanti che siamo costretti ad effettuare, sottolinea il personale. Chiediamo con forza che venga introdotto H. 24 un infermiere in più ed un operatore socio sanitario attualmente assente in pianta organica. Questo soprattutto per garantire le uscite in ambulanza con 2 infermieri specie sui codici rossi che per legge è previsto. Oltre a tutto ciò si chiede che venga ripristinata l’indennità ingiustamente tolta per le attività di area critica.

Appare chiaro che ormai la marea si stà elevando. Siamo certi che dopo la scelta dei dipendenti del pronto soccorso a ruota si muoveranno le degenze mediche, chirurgiche, le sale operatorie, il dipartimento neonatale che vivono drammi quasi irreparabili. Il CSM territoriale è allo stremo totale e siamo in attesa di incontrare il personale per capire i termini della loro protesta. Stiamo andando verso una possibile paralisi delle attività che porteranno gli infermieri #IOINFERMIERENONCISTO’ ad effettuare solo le attività di competenza.

Il Nursind inoltre segnala che ormai sono molteplici le categorie di lavoratori che si rivolgono a noi. Il personale amministrativo ci segnala che vi sono importanti sperequazioni fra i dipendenti del goriziano e del nosocomio palmarino in termini di operatività e di orario di lavoro. La Direzione Nazionale del Nursind ha informato i rappresentanti locali della neonata Confederazione CGS di gestire le problematiche di tali dipendenti e farsi garante delle iniziative che si riterrà opportuno intraprendere.

Di fronte ai Prefetti di Udine e Gorizia esporremmo dati inconfutabili della cattiva gestione aziendale e dei rischi che il personale infermieristico quotidianamente va in contro per le decisioni incoerenti dei dirigenti aziendali. Aspetti già da tempo sollevati e portati all’attenzione dei vertici aziendali e che da tempo paiono miopi a tutto questo.

La nota di rammarico va verso parte di quei dipendenti di questa azienda che per anni hanno rappresentato e continuano a rappresentare l’organo di tutela provinciale della professione infermieristica. Da anni sono al corrente delle problematiche e dei rischi corsi dagli infermieri nel loro quotidiano e mai sono stati in grado di esporre tali temi al tavolo collegiale. Spesso la professione infermieristica viene barattata al pari di una fotocopia come se il costo della carta sia più importante della responsabilità e della sicurezza dei professionisti. Ma tutto questo prima o poi cambierà.

Sappiamo che ormai le possibilità di dialogo chieste più volte con i vertici aziendali sono sempre più remote e questo ci porterà sicuramente a lunghi periodi di protesta al grido di #IOINFERMIERENONCIST0’ nella speranza che l’utenza possa comprendere le motivazioni della protesta perché tutto questo garantirà soprattutto maggior sicurezza proprio a loro.