Si parla poco del turno di 12 ore. Per un'infermiera spagnola condannata a lavorare in trincea, fornisce ossigeno". Ad affermarlo sul proprio profilo social l’Infermiera Bodoke (@enferbodoke su Twitter), dopo aver condiviso un'immagine con i giorni i turni di settembre.

Nello specifico nell’immagine mostrata su Twitter si evince chiaramente che con i turni di 12 ore (combinando giorni e notti) in totale sono solo 10 i giorni lavorati nel mese di settembre.

I commenti sono stati numerosi e contrastanti, qualcuno ha plaudito definendo quel turno “il meglio che c'è per la riconciliazione con la vita familiare”, altri hanno sottolineato il rischio di compromissione delle condizioni fisiche e mentali del professionista stesso.

Juan Albalate, infermiera Specialista in salute mentale, scrive: “Mi dispiace ma non mi convince. Il cambiamento degli orari e quindi del ciclo del sonno, senza giorni personali che sono da dedicare completamente all’attività lavorativa; giorni di 12 ore che non migliorano o facilitano una migliore qualità dell'assistenza, essendo la giornata lavorativa focalizzata, esclusivamente, sul lavoro senza vita personale".

 

E in Italia?

Il vigente CCNL all'art 27 comma 3 lettera f impone che la "durata della prestazione non superiore alle 12 ore continuative a qualsiasi titolo prestate, laddove l’attuale articolazione del turno fosse superiore".

Gli infermieri potrebbero quindi prestare turni di lavoro organizzati sulle 12 ore di lavoro, ad esempio dalle ore 8 alle ore 20 e dalle ore 20 alle ore 8.

Se per molti versi, il turno da 12 ore potrebbe rivelarsi utile a garantire un’ottima gestione e conciliazione della vita lavorativa con quella personale o familiare, in quanto prevede dopo un turno diurno (ad esempio ore 8-20), a cui seguono il turno notturno (ore 20-8), lo smontante notte, seguito da 2 giorni di riposo consecutivi, lo stesso non è scevro di rischi.

I ricercatori hanno scoperto, per esempio, che le probabilità di errore auto-segnalato è tre volte più alta dopo turni della durata di 12,5 o più oreInoltre, questi autori riportano che lavorare più di 40 ore alla settimana ha aumentato significativamente il rischio di errori auto-riportati (Rogers, Hwang, Scott, Aiken e Dinges, 2004). Tra gli infermieri di terapia intensiva, le segnalazioni di errore sono quasi raddoppiate dopo 12,5 ore o più di lavoro consecutivo.

Per quanto riguarda gli infermieri, lavorare più di 12 ore per turno è stato collegato al rischio di puntura accidentale (Trinkoff, Le, Geiger-Brown e Lipscomb, 2007). Clarke (2007) ha rilevato che i rischi di puntura accidentale negli infermieri ospedalieri aumentavano del 16% per ogni ulteriore 10 ore di lavoro.

La letteratura ha dimostrato che la durata del lavoro prolungato porta all'affaticamento dei professionisti sanitari. Il deterioramento cognitivo legato alla fatica, a sua volta, è stato collegato a eventi ed errori avversi per i pazienti e per gli operatori sanitari.

 

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